Asi, Sinistra Dem: “Larghe intese? Pagato scotto di due zuppette…”

Asi, Sinistra Dem: “Larghe intese? Pagato scotto di due zuppette…”

16 Febbraio 2015

Avellino – Duro attacco da parte degli esponenti del Pd aderenti alla mozione “Un senso alla nostra storia” a margine dell’assemblea Asi che si è tenuta stamane ad Avellino e che ha visto l’elezione (contestata) nel CdA di Gerardo Adiglietti e del sindaco di Solofra Michele Vignola.

“All’Asi – si legge nella nota – si è consumato l’inciucio tra il PD di De Luca, De Blasio e D’Amelio con ciò che resta dell’UdC. Il voto dimostra che di larghe intese all’Asi non v’è neppure l’ombra: c’è solo un patto di potere che serve all’UdC a mantenere le solide posizioni che vi aveva, pagando lo scotto di due “zuppette” al PD, l’ingresso nel CdA di Vignola e di Adiglietti”.

“Il PD ne esce scornato – continua la nota -: sul piano politico entra a puntellare la traballante presidenza Belmonte (senza avere neppure lo straccio della copertura dell’adesione di Forza Italia e NCD all’accordo e men che mai dei suoi alleati naturali) al solo fine di accontentare gli appetiti (di potere e di indennità) di suoi due dirigenti. De Blasio paga lo scotto dei compensi contrattati per il sostegno alla sua candidatura a segretario e De Luca cerca di dimostrare di contare ancora qualcosa, inserendo un suo (???) uomo in CdA. Chiarezza è fatta: ci aspettiamo da chi da sempre ha affermato che non avrebbe mai consentito accordi di alleanza politica con l’UDC, che ne tragga le conseguenze… Ma c’è di più e di peggio!

La elezione passa anche attraverso una umiliazione: il secondo del PD, il candidato di Rosetta D’Amelio, evita la trombatura per un sol voto, perdendo, rispetto al suo compagno di cordata il consenso di almeno dieci elettori.

Insomma, come la si rigiri, anche ammettendo che una parte di questi voti mancanti li abbia fatti venire meno l’UdC (a dimostrazione della “forza” dell’accordo) una parte notevole sono stati rifiutati da sindaci democratici, forse per un sussulto di dignità verso una candidatura vecchia e stantia e forse ricordando che Adiglietti, di riffe o di raffe, all’Asi è di casa da almeno un ventennio malgrado tutti i cambi di maggioranze e di quadro politico…”.

“Ancora più grave è che il tutto sia avvenuto in dispregio delle norme: si eleggono amministratori locali quando la legge lo vieta e, con buona pace delle battaglie femministe della D’Amelio, si viola (in ogni caso nella sostanza, ammesso che la formalità della legge sia stata rispettata) la legge sulla alternanza di genere …
La domanda da rivolgere a chi ha nel PD ha ritenuto di forzare, di decidere senza passare per la Direzione provinciale, è se ne valesse la pena…

L’Asi è un ente senza futuro: oggi serve solo a distribuire indennità ai suoi amministratori (e forse per questo c’è tanto accanimento ad entrarvi). Non svolge alcun ruolo a sostegno di iniziative produttive, anche perché, piaccia o meno, è oramai del tutto priva di qualunque strumento finanziario che la sostenga.

Insomma: un ente inutile, che rischia, se l’intervento regionale non la sorregge, di decretare il fallimento delle sue partecipate mettendo in crisi pezzi essenziali di ciò che resta dell’apparato industriale irpino.

Era ed è necessario un radicale cambio di passo; una amministrazione per il risanamento e per il rilancio; affidata a manager, a gente cioè capace di amministrare aziende e trovare sul mercato risorse e strumenti di intervento: viene da ridere a pensare che in queste scelte vi sia qualcosa che vi somigli.

Ma tant’è: nelle stanze di via Tagliamento interessa solo un giochino a collocare pedine sulla scacchiera del potere e risolvere qualche problema finanziario a qualcuno. Non è così? Il nuovo Consiglio di Amministrazione, come primo atto sgomberi il campo da questi bassi sospetti, elimini le indennità parificandole a quelle della Provincia o dell’Ato Rifiuti, perché una struttura in dissesto come l’Asi non può permettersene di diverse. Almeno questo sarebbe un segno di sensibilità da parte del Pd!”, conclude la nota.


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