Ariano – Solimine: “Le Comunità montane mezzo per leggere il territorio”

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Ariano – Le Comunità montane punto fermo di riferimento per lo sviluppo del territorio, con particolare riguardo all’agricoltura ed alle infrastrutture. E’ questo il leit motive emerso lo scorso 30 agosto ad Ariano, durante il convegno organizzato dalla Margherita. “Occorre prendere per riferimento le Comunità montane, vivaci e dinamiche, in grado di leggere i bisogni del territorio”, ha osservato il presidente Ciriaco De Mita, che ha individuato nella qualità delle produzioni la strada da percorrere. Grande pertanto la soddisfazione dell’ente montano guidato da Giuseppe Antonio Solimine. “Il settore agricolo e agro-alimentare rappresentano una significativa realtà del tessuto imprenditoriale della nostra regione. Quindi anche il nostro territorio risente della presenza di quel settore, che negli anni ha registrato profonde trasformazioni”, dichiara il front man dell’ente sovracomunale. “L’Ente montano – continua – è impegnato per il rilancio del settore agricolo e non è certamente un caso se il nostro piano socio-economico, redatto dall’Università degli studi di Benevento, ed affidato ai professori Marotta e Bengardino, contiene linee programmatiche di assoluta innovazione, che sono state poste alla base delle nostre positive attività”. La Comunità montana si è impegnata poi a creare le condizioni per il riconoscimento del marchio Dop sulla Ravece e sta spingendo per ottenere analoga legittimazione per i pomodorini e per il pane di Montecalvo, per le carni del vitellone appenninico e per i prodotti appartenenti al settore lattiero-caseario. Altro punto fermo è il programma di conoscenza dei prodotti di qualità. Numerosi gli interventi per la promozione delle aziende locali, che hanno a disposizione vetrine espositive nazionali ed internazionali nelle quali presentare i prodotti. “Nell’ambito della filiera agro-alimentare – continua Solimine – abbiamo la possibilità di realizzare ottime prestazioni produttive, che siano in grado di trainare anche altre risorse locali, quali gli usi, le tradizioni e gli insediamenti culturali. Occorre creare l’indotto, nel quale ogni elemento incrocia l’altro per concorrere al risultato, che è il rilancio dell’economia locale”. Visibilità dei prodotti e commercializzazione rappresentano le facce della stessa medaglia: l’Ente montano sta intervenendo per dare la possibilità agli operatori di sfruttare strutture dedicate al contatto con il mercato. Il Movu, cioè il mercato ortofrutticolo della valle Ufita, deve essere ripreso e rilanciato, ma coinvolgendo soggetti industrialmente ed economicamente più solidi. “A me fa piacere registrare che la politica riprende a dialogare intorno a tematiche concrete, che nascono dalla necessità di individuare i bisogni della popolazione e di dare loro risposte efficaci e chiare. Sono per la politica del fare, in pochi anni l’Ente montano è diventato punto di riferimento per i settori di sua competenza e spero che la nostra esperienza possa essere esportata in altre realtà ed in altri livelli istituzionali”, conclude Solimine

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