Ariano – Formicoso, Solimine: “E’ ora di difendere il territorio”

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“A vedere carovane di decine di camionette delle forze dell’ordine che invadono il nostro territorio viene da pensare ad un clima di guerra dichiarata dallo Stato contro una popolazione inerme, rea di aver tentato di difendere civilmente il proprio territorio. Il Paese ha attraversato numerosi momenti bui, penso agli anni di piombo o alla strategia del terrore imposta dalle Brigate Rosse e dalla criminalità organizzata, ma non avrei mai immaginato che una zona tranquilla per vocazione potesse essere così violentemente offesa senza che essa abbia mai manifestato senso di ribellione verso lo Stato e le leggi. Forse, proprio la nostra scarsa propensione all’aggressione ci rende più deboli rispetto ad altre popolazioni e lo Stato ne approfitta per essere più forti con noi. Esprimo amarezza per quanto sta accadendo, ma non intendo alimentare in alcun modo il sentimento della rassegnazione, che qualcuno vorrebbe somministrarci. Anzi, chiedo alle istituzioni di compiere i passi opportuni affinché questi territori non si sentano ulteriormente abbandonati. E mi rivolgo direttamente al prefetto di Avellino, che dovrebbe svolgere la funzione di garante di tutti e non lasciare che i poteri straordinari decidano le sorti in un territorio di sua competenza”. Così Giuseppe Solimine, presidente della Comunità Montana dell’Ufita e sindaco di Trevico, commenta quanto sta accadendo a Pero Spaccone:
“Non condividiamo, né nella forma, né nella sostanza l’idea che si possa risolvere il problema scavando un fosso, evitando, ancora una volta, di porre in essere iniziative concrete per realizzare i termovalorizzatori ed avviare la raccolta differenziata come dispone la norma – precisa Solimine – che prevede il commissariamento per i comuni che non si sono organizzati di conseguenza. Alla prepotenza non soccomberemo e siamo sicuri che alla lunga prevarrà la ragione, perché non è immaginabile che l’Irpinia sia paragonata a qualsiasi altro territorio senza tenere conto delle specificità che questa offre. Sono apertamente contro le strategie militari, che sanno molto di stato di guerra, ripudiato anche dalla Carta Costituzionale e spero che dopo le ormai innumerevoli incursioni nei nostri territori non si registrino mai conseguenze permanenti al territorio ed alle persone, che manifestano in modo pacifico e civile. A questo punto spero che si realizzino tre cose: la provincializzazione; il ciclo integrato dei rifiuti ed il tavolo di concertazione istituzionale. Non si giustifica – continua Solimine – l’atteggiamento tenuto dal prefetto di Avellino, il quale, invece di stare vicino al territorio e di concordare l’apertura di un tavolo di concertazione con i rappresentanti eletti dal popolo, ha preferito lasciara ai poteri straordinari l’iniziativa forte, che non ha nulla a che vedere con il criterio dell’equità e dell’equilibrio. Si persevera con un atteggiamento ostile e nel mentre il territorio soffre, la Regione Campania pensa di distruggere le Comunità Montane, che sono l’unico baluardo per le zone interne. Si vuole consumare un atto assolutamente scellerato che da’ il senso di come questa Giunta sia arrivata al capolinea perché non difende gli interessi generali, ma si limita a concorrere ad approvare soltanto leggi coercitive ed ingiuste. Bene farebbe il Consiglio regionale ad avere uno scatto di orgoglio leggendo più attentamente i provvedimenti che riguardano le questioni ambientali ed i rifiuti avendo a riferimento le ragioni dei più deboli. Mi rivolgo ai parlamentari regionali e nazionali, di tutti gli schieramenti, affinché svolgano la loro parte fino in fondo, perché quando si interrompe il filo tra l’eletto e gli elettori il Consiglio automaticamente risulta diffidato ed inadeguato per aver compromesso il principio della rappresentanza e, in tal caso, l’unica strada percorribile sarebbe quella di restituire agli elettori la facoltà di scegliere nuovamente i propri rappresentanti. Oggi l’Irpinia conta meno a livello nazionale e conterà ancora meno a livello regionale se le Comunità Montane dovessero essere cancellate, pertanto mi rivolgo a tutta la classe dirigente, affinché, con una iniziativa bipartisan, si impegni a mantenere tutte le Comunità Montane, facendo notare che se così non dovesse essere si aprirà una vertenza politica trasversale contro l’attuale dirigenza. Anche perché il Consiglio e la Giunta non hanno mai inteso organizzare un dibattito sulla soppressione degli Enti montani e, più in generale, sulle questioni legate ai territori interni. E’ arrivato il momento di alzare la schiena e di rispettare il mandato, difendendo l’intero territorio con le sue Comunità Montane, che hanno dimostrato di saper spendere e di saper programmare molto meglio di tanti altri enti veramente inutili”.

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