Appropriazione indebita: un amministratore di condominio ai domiciliari a Napoli

Appropriazione indebita: un amministratore di condominio ai domiciliari a Napoli

12 Giugno 2020

Nelle prime ore della mattinata odierna la Sezione di Polizia Giudiziaria Aliquota Guardia di
Finanza ha eseguito una misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli nei riguardi di
una persona coinvolta nel reato di appropriazione indebita.
In particolare, il provvedimento ha applicato la misura cautelare della custodia domiciliare nei
riguardi di V.M., di 63 anni, nella sua qualità di amministratore di un condominio di
Fuorigrotta.
Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle e coordinate dalla Sezione Reati Economici della
Procura della Repubblica di Napoli traggono origine da una denuncia/querela presentata dai
condomini dell’edificio presso la Procura della Repubblica di Napoli nei riguardi dell’uomo
per i reati di appropriazione indebita, distrazione di fondi e truffa.
Gli accertamenti – supportati anche da mirati accertamenti bancari – hanno permesso di acclarare
che, nel tempo, attraverso una società da lui gestita, la E.D.P. s.a.s., il soggetto in questione si sarebbe
appropriato di circa 68mila euro.
La somma, nella sua disponibilità, era stata regolarmente versata da tutti i condomini per
l’esecuzione di lavori edili di ristrutturazione del palazzo affidati – attraverso contratto di appalto –
ad una società romana.
Per far fronte alle indicate spese – quantificate inizialmente per una somma di poco inferiore ai
200.000,00 (duecentomila/00) euro – la E.D.P. sas ha sottoscritto un contratto di finanziamento
con un Istituto Bancario previa accensione di un conto corrente la cui gestione, ovviamente, era
esclusivamente condotta da V.M.
La distrazione dei fondi versati dagli ignari condomini è venuta alla luce nel momento in cui la
banca ha trasferito la pratica al settore Recupero Crediti stante la inadempienza della E.D.P. sas.
Nonostante l’evidenza dei suoi illeciti comportamenti, V.M. ha sempre tenuto un
atteggiamento non collaborativo nei confronti del condominio negando, a tutt’oggi, anche la
restituzione dei documenti contabili-amministrativi.
L’Autorità Giudiziaria partenopea ha disposto anche la perquisizione della sua abitazione e della società al fine di
rinvenire il denaro di cui si sarebbe appropriato durante il suo mandato.
Le indagini dei Finanzieri della Sezione di P.G. sono state condotte in tempi record – nonostante la
delicata fase emergenziale sanitaria – avendo avuto inizio nello scorso mese di febbraio.