Anche la Confindustria nella missione imprenditoriale in Messico

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La Confindustria Avellino partecipa alla missione imprenditoriale in Messico che prenderà il via oggi. La delegazione irpina guidata dal Presidente Silvio Sarno è composta dal Presidente della sezione confindustriale degli agro alimentari Sabino Basso (Basso Fedele e Figli srl e Villa Raiano srl) e da due giovani imprenditori, Renato Ciampa ( Ecoresolution srl ) e Ilaria Petitto (Novofil srl, CPT srl e Elbor srl). “Si tratta – informa la nota dell’organismo – della ventesima missione di sistema organizzata all’estero negli ultimi tre anni e mezzo e della più grande delegazione imprenditoriale italiana mai ospitata in Messico: 100 aziende italiane, 12 associazioni industriali e 8 gruppi bancari per un totale di 180 rappresentanti del nostro sistema economico”. Il primo appuntamento sarà a Città del Messico, dove si svolgeranno 5 seminari tecnici. Domani sarà invece il giorno del grande Forum economico “Italia-Messico, un’alleanza per il futuro” durante il quale si confronteranno le autorità messicane ed i vertici della delegazione imprenditoriale. Nella stessa giornata la delegazione di imprenditori si sposterà a Monterrey, principale centro industriale del Messico, dove nella giornata del 28 febbraio avranno luogo gli incontri d’affari tra gli imprenditori italiani e messicani impegnati nei settori della meccanica, dell’agroindustria e delle infrastrutture. “Il dinamismo degli imprenditori di Confindustria Avellino – si legge ancora – con questa missione sfida le distanze e le difficoltà a favore dei contatti commerciali per lo sviluppo industriale. Interessante può essere, infatti, considerare che, dall’analisi dei mercati di sbocco delle esportazioni irpine, l’80 per cento delle produzioni è destinato al mercato europeo e la restante parte suddiviso fra mercati asiatici e africani, non ci sono quindi cifre rilevanti relativamente alle aree del Sud America. Lo spirito pionieristico degli imprenditori irpini trova conforto nei settori che rappresentano, agroindustria, energie alternative e metalmeccanica, settori che proprio grazie al trend di crescita sui mercati internazionali (meccanico +26 per cento, agroindustriale +20 per cento; fonte Unioncamere anno 2006) hanno subito meno la crisi – conclude la nota – che sta provocando, da qualche tempo, la stagnazione dei consumi e dell’economia”.

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