L’analisi – Opaco ma efficace: l’Avellino rompe il ghiaccio col suo secondo volto

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E’ un Avellino dai due volti quello che ha impattato sul terzo campionato consecutivo di Serie B, il primo della gestione Tesser. La gara con il Modena ha letteralmente ribaltato il copione del derby ed è toccato allo stesso tecnico dei lupi rivisitare la famosa formula dell’Arechi nel post-gara del Partenio-Lombardi. “La Salernitana ha vinto ma abbiamo giocato meglio noi” aveva asserito Tesser innescando la zuffa verbale in quel di Salerno. “L’Avellino ha vinto ma ha giocato meglio il Modena” ha invece affermato senza mezzi termini dopo il 2-0 sulla formazione di Hernan Crespo.

Senza dubbio l’ennesimo attestato di onestà intellettuale in due mesi di avventura irpina per il tecnico di Montebelluna il quale allo stesso tempo sa bene di dover lavorare ancora per presentare il migliore Avellino in campo. Le voci del verbo crescere e migliorare sono costanti ineludibili nelle analisi del periodo da parte dell’allenatore, ma anche dei suoi calciatori che contro il Modena hanno rischiato grosso per tre quarti di gara abbondanti.

Crespo è sceso in Irpinia confermando di essere un tecnico ambizioso e spavaldo sul piano del gioco e abile a sfruttare le doti dei suoi palleggiatori. Di fronte all’ottima circolazione del pallone da parte degli emiliani, l’Avellino è apparso impotente, ricordando per certi versi la squadra dell’anno scorso che spesso tra le mura amiche subiva le squadre avversarie a centrocampo. Una prestazione alla Rastelli, per farla breve, frutto di un atteggiamento contratto dettato dalle ansie post derby e dal timore di fallire alla prima davanti ai propri tifosi, come Tesser ha ammesso. Sta di fatto che l’identità alla quale l’ex trainer della Ternana lavora dal 15 luglio è andata smarrita praticamente per una partita. L’attenuante del derby può starci, ma guai ad abusarne. L’alibi nuoce gravemente al prosieguo del cammino.

In assenza di idee e soluzioni valide per scardinare la resistenza gialloblu, sono diventati determinanti i cambi e gli episodi. E’ bastata infatti una palla inattiva sfruttata dal neo entrato Jidayi per ridestare l’Avellino dal torpore di 77 minuti. La fortuna aiuta gli audaci e a Tesser ha detto bene anche l’ingresso di Mokulu che ha messo in ghiaccio la partita. Il belga da solo in poco più di un quarto d’ora ha prodotto più di Tavano e Trotta messi insieme.

L’interrogativo allora sorge spontaneo: gioco o non gioco? Certamente Tesser, società e tifosi firmerebbero già oggi tutti i moduli necessari per vincere replicando i novanta minuti giocati contro il Modena. In Serie B, i valori tecnici e l’estetica contano relativamente su un sentiero di 42 partite lungo il quale è complicato mettere in fila addirittura due vittorie. Servono intensità, condizione fisica brillante, cinismo e una buona dose di cattiveria agonistica. Doti appartenute all’Avellino dello scorso, quello oramai esperto di una cadetteria ricca di insidie e che non premia necessariamente il “bello”.

 

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