Alvanite: il sogno di una casa. Invito-denuncia del Prc

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Atripalda – “In soli dieci anni il quartiere Alvanite ha mutato la sua connotazione sociale. Da quartiere considerato ‘ghetto’ si è trasformato appunto nel corso del tempo in una ‘beverly hills’ dei diseredati. E’ la logica dei nostri tempi – scrive Cinzia Spiniello, Coordinatrice Provinciale dell’area Rifondazione per la Sinistra del Prc – tempi bui, dove nella disperazione di trovare un lavoro dignitoso, nell’affannosa corsa contro il tempo per raggiungere la fine del mese, nell’impossibilità di trovare un’abitazione a canone ragionevole, Alvanite si trasforma in oggetto del desiderio. Coloro che oggi aspirano a portarvi la propria residenza, probabilmente qualche tempo fa non avrebbero mai immaginato, neanche nella peggiore delle ipotesi, di trovarsi nella condizione di entrare in una graduatoria, non si sa quanto lunga, per l’alloggio. Conosciamo molte di queste persone, conosciamo il loro tenore di vita, le loro difficoltà quotidiane, addirittura sappiamo che alcuni vivono quest’attesa in ripari di fortuna, come alieni in una società sempre più indifferente ed individualista. La nostra speranza – continua l’esponente di Rifondazione – dopo la sospirata elezione del Comitato di quartiere, che qualcosa potesse cambiare ed in meglio, purtroppo almeno per ora è stata disattesa. Cosa servirebbe ad Alvanite? Tanto per cominciare sarebbe utile nonché necessario un censimento del quartiere (idea condivisa anche da qualche assessore); siamo certi che neanche l’Amministrazione Comunale sappia quanti appartamenti risultano essere liberi né tantomeno le condizioni in cui versano, per non parlare delle situazioni ‘sospese’ delle occupazioni abusive. C’è sicuramente una fetta di ‘popolazione storica’ del quartiere, composta per lo più da anziani, trasferitesi obbligatoriamente negli anni post terremoto. Ma da allora molto è cambiato, cittadini che vanno e vengono, aventi diritto e non, residenti e non residenti, occupati e occupanti. Un quartiere fai da te insomma. Ma ora è venuto il momento di dire basta a questo stato di cose, troppe emergenze abitative, troppa guerra tra poveri, per pensare che possa durare a lungo. Chiediamo e lo faremo ufficialmente al sindaco di fornire chiare e precise indicazioni e speriamo che nel frattempo si sia reso conto insieme ai suoi collaboratori che il Comune di Atripalda non è in grado minimamente di prestare ‘soccorso’ alle tante necessità che ci sono e che sono destinate ad aggravarsi vertiginosamente”.

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