Alto Calore servizi, Filctem Cgil: “discontinuità con il passato”

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La Filctem Cgil Avellino-Benevento attraverso un lungo documento espone le proprie osservazioni sul Modello organizzativo – Ambito 2023-2027 dell’Alto Calore servizi.

“In premessa riteniamo necessario – afferma il segretario Generale Filctem Cgil Carmine De Maio – che l’amministrazione di Alto Calore segni una netta discontinuità con il passato/presente, con i comunicati fantasiosi buoni solo alla propaganda populista, riconoscendo il merito dei lavoratori che quotidianamente, con dedizione e professionalità, assicurano l’erogazione del servizio svolgendo anche mansioni riferibili a livelli di inquadramento superiore, come per altro già accertato, per alcune maestranze, dalla Magistratura del lavoro e/o dal Ispettorato territoriale del Lavoro. Al contempo auspichiamo che la società si astenga dal ricondurre l’ennesima riorganizzazione delle funzioni aziendali al recepimento di segnalazioni provenienti dal “sottobosco” di vari politici e amministratori che, non di rado, rispondono a logiche del tutto estranee agli obiettivi di efficacia, efficienza ed economicità del servizio. La devastazione “passata/presente/futura” di ACS è tutta made in Irpinia senza se e senza ma, basta con il vittimismo, siamo noi gli artefici del nostro destino.

Il modello organizzativo allegato al Piano Economico Finanziario dell’ambito Calore Irpino prevede per Alto Calore Servizi spa l’assunzione della gestione delle reti idriche di 14 Comuni ricadenti in Provincia di Avellino, nonché di 89 nuove reti fognarie e di 107 impianti di depurazione, con la contestuale dismissione del ramo d’azienda che presiede alla distribuzione/adduzione nel Sannio (previsione in parte modificata dal Decreto di affidamento n. 44 del 28/04/2023 del Presidente della Giunta Regionale, che differisce tale evento al 30/06/2024) ed il trasferimento alla Regione della gestione delle infrastrutture considerate di interesse strategico (centrale di sollevamento di Cassano Irpino e di una parte cospicua delle condotte adduttrici).

Tali rilevanti modifiche comporteranno, secondo quanto riportato nel documento consegnato alle OO.SS., il trasferimento di 64 dipendenti (49 al futuro gestore del Distretto Sannita e 15 alla Regione Campania, ovvero all’Ente da questa individuato per la gestione delle infrastrutture regionali) e la necessità di reclutare almeno 35 unità per da destinare alla gestione di reti fognarie e impianti di depurazione e di 6 unità per la gestione delle reti idriche, per un totale di 41 lavoratori tutti in regime di part-time e a tempo determinato.

Appare del tutto evidente che l’eventuale reclutamento del personale dovrà tenere conto della presa in carico dei dipendenti di altri gestori già addetti alle mansioni sopra descritte, ai quali, qualora presenti, dovranno essere assicurate tutte le tutele previste dalle norme vigenti.

Solo a valle di una approfondita ricognizione in tal senso, che dovrà tenere conto anche dei recenti pensionamenti di personale tecnico-operativo (solo parzialmente compensati con lavoratori part-time, assunti attraverso contratti di somministrazione) che ha ulteriormente aumentato lo “storico” squilibrio tra il numero di dipendenti con mansioni operative e quelli impegnati in attività di ufficio determinando una significativa insufficienza del personale addetto alle attività di gestione e controllo delle reti, e dopo aver effettuato una capillare ridistribuzione del personale attualmente in forza ad Alto Calore Servizi, attraverso mobilità orizzontali,( ad oggi usata solo per scopi punitivi ed intimidatori) potrà essere definito il numero e le professionalità da ricoprire con nuove assunzioni che, per quanto ci riguarda, potranno anche essere effettuate con contratti a tempo indeterminato.

Ma la questione maggiormente rilevante, a nostro avviso, riguarda l’effettivo efficientamento operativo dell’intera struttura aziendale che, avendo assunto a pieno titolo il ruolo di gestore, dovrà essere necessariamente strutturata per conseguire gli obiettivi fissati da ARERA relativi a:
“Qualità tecnica” (Riduzione delle perdite, interruzioni del servizio, qualità dell’acqua, adeguamento del sistema fognario, smaltimento fanghi, qualità dell’acqua depurata, ecc.);
“Qualità contrattuale” (Avvio e cessazione del rapporto contrattuale, gestione del rapporto contrattuale, addebito-fatturazione-pagamenti e rateizzazioni, reclami-richieste-rettifiche fatture, gestione degli sportelli, qualità dei servizi telefonici, ecc.).
Pertanto, senza entrare per ora nel merito della “Descrizione delle Aree e dei Servizi” la cui definizione non può prescindere, a nostro avviso, dall’effettivo insediamento delle nuove figure dirigenziali previste nell’organigramma (Direttore Generale, Direttore Tecnico e Direttore Amministrativo) e da un confronto vero, che auspichiamo costruttivo, con R.S.U. e OO.SS. territoriali, ci limitiamo ad indicare le tematiche prioritarie che dovranno essere affrontate nel più breve tempo possibile, considerato che la scadenza dell’affidamento provvisorio è fissata al 31/12/2027 e che, aspetto non secondario, l’Azienda sarà chiamata in tale intervallo temporale a rispettare gli impegni derivanti dalla definizione, ci auguriamo positiva, della procedura di concordato preventivo in essere presso il Tribunale di Avellino:

Digitalizzazione e distrettualizzazione delle reti – la conoscenza approfondita del sistema acquedottistico gestito, unitamente alla graduale implementazione di nuove tecnologie di monitoraggio e telecontrollo, dovrà essere finalizzata al razionale utilizzo delle risorse, anche attraverso la riduzione delle perdite, nonché al pedissequo rispetto delle previsioni del D. Lgs. 23/02/2023, n. 18 “Attuazione della direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano”;
Graduale ammodernamento delle reti di distribuzione e “revamping” degli impianti di sollevamento e di depurazione;
Rilevazione sistematica dei consumi e ammodernamento del parco contatori;

Rispetto degli obblighi conseguenti alla Delibera n. 565 del 03/11/2022, relativa alla destinazione del 50% delle risorse (la cui entità risulta essere “di notevole consistenza”) derivanti dall’Accordo di Programma tra Regione Campania, Regione Puglia e Autorità di Bacino D.A.M. per la regolamentazione del trasferimento idrico interregionale tra Campania e Puglia;
Potenziamento front-office e istituzione call center;
Formazione e aggiornamento del personale.

Stante alla situazione attuale – conclude il segretario Generale Filctem Cgil, Carmine De Maio – l’Acqua Pubblica in Irpinia è un sogno di mezza estate, al risveglio troveremo il privato a cui dovremo dire grazie “assai”.