Alla Clinica Montevergine una tecnica innovativa per salvarsi da un arresto cardiaco

Alla Clinica Montevergine una tecnica innovativa per salvarsi da un arresto cardiaco

10 Novembre 2020

Innovazione e pratiche salvavita alla Clinica Montevergine. In Italia ogni anno vengono colpite da arresto cardiaco oltre 60mila persone; di queste solo il 5% sopravvive, percentuale che può arrivare al 30% grazie alla recente diffusione del defibrillatore semi automatico. Alla Clinica Montevergine, polo di eccellenza cardiovascolare grazie ad una nuova tecnica di ablazione transcatetere, effettuata dal responsabile del reparto di Elettrofisiologia, dottore Francesco Solimene, e con l’impiego di Ecmolife, un innovativo sistema di rianimazione cardiopolmonare, si stima di aumentare la sopravvivenza in caso di arresto cardiaco fino al 60-70%.

Una puntura nel torace per inserire una sonda capace di aggredire e contrastare le aritmie maligne che si formano nella parte più esterna del cuore. Questa tecnica innovativa di ablazione transcatetere salva i pazienti dalla cosiddetta tempesta aritmica, per la quale i defibrillatori non bastano a scongiurare la morte. In Italia sono pochissime le strutture sanitarie in grado di eseguire questa procedura. La clinica Montevergine di Mercogliano è una di queste, anzi rappresenta un polo di eccellenza nazionale. La sua equipe di Elettrofisiologia e Cardiostimolazione esegue ogni anno oltre 900 procedure di ablazione transcatetere di tutte le aritmie cardiache, essendo tra i primi 5 centri Italiani di Elettrofisiologia per volume di procedure effettuate. ” Le tachicardie ventricolari sono una rara forma di aritmia cardiaca che può portare alla morte” – spiega il dottore Francesco Solimene, direttore dell’equipe di Elettrofisiologia della Clinica Montevergine di Mercogliano -. Ai soggetti ad alto rischio viene impiantato un defibrillatore automatico in grado di erogare uno shock e salvare la vita del paziente. In alcuni casi siamo di fronte ad una tempesta aritmica, in cui il defibrillatore interviene decine di volte al giorno con un incremento significativo della mortalità (60% a 30 giorni). In questi casi l’unica terapia possibile è l’ablazione transcatetere che, date le condizioni del paziente e la complessità della procedura, richiede un’ equipe altamente specializzata in grado di lavorare in simbiosi. Necessario un team di elettrofisiologi con esperienza nel trattare tali aritmie, l’intervento di anestesisti, perfusionisti, cardiochirurghi, emodinamisti ed una terapia intensiva per la stabilizzazione del paziente. Ad avere questi requisiti è la clinica Montevergine con la sua equipe di Elettrofisiologia. La struttura avellinese è una delle poche realtà pubbliche e private in Italia ad eseguire come procedure di routine le ablazioni transcatetere in tutti i pazienti con tachicardia e fibrillazione ventricolare, con una media di ablazioni di tachicardie ventricolari complesse di circa 80 casi l’anno. Nell’ultimo anno sono stati 25 i casi di ablazione di aritmie ventricolari epicardiche, eseguite con l’inserimento, con una puntura nel torace, di una sonda in grado di aggredire le aritmie che si formano nella parte più esterna del cuore. Ma non basta, perché nei mesi scorsi l’equipe di Elettrofisiologia di Mercogliano ha eseguito un vero e proprio intervento miracoloso su un paziente con situs inversus totalis e ventricolo sinistro non compatto in corso di   tachicardia ventricolare incessante. Questa anomalia si presenta con cuore ruotato verso destra ed inversione degli organi addominali. Nonostante l’estrema complessità del caso da un punto di vista anatomico e l’aritmia incessante, il dottore Francesco Solimene e la sua equipe hanno eseguito con successo l’accesso epicardico, interrompendo l’aritmia e salvando il paziente grazie all’esecuzione di una procedura mai descritta nella letteratura scientifica su un caso analogo. Le eccellenze non sono finite. La grande esperienza in campo cardiochirurgico ed aritmologico degli specialisti della clinica di Montevergine di Mercogliano ha portato alla realizzazione negli ultimi anni di un intervento multidisciplinare di ablazione di tachicardia ventricolare complessa, supportato dall’impiego di assistenza per la circolazione extracorporea (ECMOLife). Questo tipo di intervento (13 casi nell’ultimo anno) permette di trattare un gruppo di pazienti, le cui tachicardie ventricolari sono più difficili da trattare con le tecniche tradizionali.