Albino: “Non mi sento un leader. Il buon momento è merito di tutti”

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L’Avellino ha trovato in Marcello Albino un abile direttore d’orchestra. L’uomo in grado di prendere per mano i biancoverdi e condurli alla salvezza. L’inserimento del fantasista torinese, nello scacchiere dei lupi, ha cambiato il volto della squadra di Colomba che finalmente pare aver ristabilito la legge del Partenio. Un vero ‘trascinatore’: colpi di classe per far risalire i lupi dai bassifondi della classifica. Dieci il numero che ha dietro le spalle, dieci il voto che merita per ciò che ha fatto vedere fino a questo momento. Poche settimane per entrare di diritto nei cuori dei tifosi irpini. Un solo mese per risollevare le sorti di una squadra che rischiava mestamente di tornare in serie C. Con lui in campo l’Avellino ha conquistato sette punti. Dopo l’assist vincente nella sfida con il Modena, che ha consentito a Danilevicius di siglare la rete del 5 a 4, ha segnato il goal che ha permesso ai lupi di radrizzare la sfida con il Catania.
Quattro punti contro Cesena e Catania, il bicchiere è da considerare mezzo pieno, oppure ritieni che doveva essere conquistata l’intera posta in palio?
“Io penso che bisogna essere contenti, credo che alla vigilia di questa doppia sfida ci avremmo messo la firma. Siamo felici perché abbiamo offerto delle ottime prestazioni e fatto punti”.
Contro il Catania per ciò che si è visto in campo durante l’arco dei novanta minuti, forse avreste meritato i tre punti: “Abbiamo creato delle situazioni difficili, ma loro si sono difesi bene, quindi ritengo che il pareggio sia il risultato più giusto”.
Adesso c’è la sosta, alla riapertura delle ostilità affronterete Cremonese ed Albinoleffe, avete la seria possibilità di allungare sulle inseguitrici: “Sono due gare per noi fondamentali. Gli scontri diretti sono quelli che ti consentono di fare il salto di categoria. Sono partite in cui non possiamo assolutamente sbagliare”.
Sei punti nelle prossime due gare. Credi che sia possibile?
“Io mi accontenterei anche di quattro. L’importante è riuscire a conquistare l’intera posta in palio in casa con l’Albinoleffe”.
Un Avellino micidiale in casa e inguardabile in trasferta. Cosa dovrà fare la squadra per invertire tendenza anche lontano dal Partenio?
“Giocare con maggiore determinazione. A Bari, nell’unica gara che io ho giocato fuori da quando sono qui, credo che non abbiamo offerto una cattiva prestazione, dobbiamo soltanto avere una maggiore convinzione nei nostri mezzi”.
Non credi che questa sosta possa essere per voi un’arma a doppio taglio: visto l’ottimo momento di forma che state vivendo non sarebbe stato meglio non fermarsi?
“Credo di no, penso invece che ci serva a recuperare un po’ di forze ed a migliorare la nostra condizione”.
In molti ritengono che questa crescita dell’Avellino sia soprattutto merito tuo. Ti rivedi in questo ruolo di leader?
“Non è vero. Se le cose vanno bene, il merito è sicuramente di tutti. E’ tutto il gruppo che ha voglia di fare bene e di tirarsi fuori dai bassifondi della classica. Credo che i miglioramenti siano soprattutto merito dei vecchi, che hanno facilitato l’inserimento di noi nuovi. Un grosso aiuto ce lo stanno dando anche i nostri tifosi, che non ci fanno mancare mai il loro affetto”.
Visto anche l’andamento di Bari, Vicenza e Triestina, ritieni che possiate provare a conservare la categoria anche evitando lo spareggio?
“Sicuramente. Anche perché ci sono ancora tante partite ed il margine di errore diventa sempre minore, il campionato è lungo e difficile e si deciderà soltanto nelle ultime gare. Speriamo di tirarci fuori dalla contesa al più presto possibile”.
Ritorni a Cremona da ex che ricordo hai della tua esperienza in grigiorosso?
“Lì ho giocato per due anni ed ho vissuto una promozione ed una retrocessione, ma sotto l’aspetto personale ho un ricordo bellissimo di quell’avventura”.
Colomba e i suoi si ritroveranno allo stadio Partenio domani pomeriggio, da verificare le condizioni di Riccio e Millesi uscito malconcio dalla sfida contro la formazione di Marino. Intanto, la Cremonese perde Tabbiani per squalifica.
(di Sabino Giannattasio)

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