Air – Difesa e controllo del match fanno la differenza: Tusek Mvp

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Avellino – La Scandone contro Milano ha mostrato i muscoli, e lo ha fatto per davvero. I biancoverdi sono stati pensati e costruiti per essere una squadra muscolare, fisica e individualmente dotata, in grado di sfruttare le proprie caratteristiche atletiche contro tutti, sia in attacco che in difesa. Nell’ultima uscita di campionato, complice anche un’Armani Jeans priva del controllo di trazione e tremendamente incline allo sbandamento, gli irpini hanno finalmente fatto valere questo aspetto. I rimbalzi, le palle recuperate, le ‘deflcetions’ non sono arrivate per caso: nella propria metà campo i padroni di casa dopo 20 minuti interlocutori (con qualche passaggio ancora dubbio sui pick and roll milanesi) hanno iniziato a sovrastare prima fisicamente che tecnicamente i diretti avversari. A fare la differenza è stato uno spaventoso Tusek, uno con cui forse è meglio non litigare. A dispetto dell’età e della febbre l’ex di turno si è imposto contro il ben più atletico Hall, sfruttando i chili nel corpo a corpo e l’esperienza quando si trattava di recuperare qualche carambola tra gli spazi lasciati misteriosamente liberi dal team di Bucchi. E’ sicuramente lui l’Mvp del match. Solo un gradino sotto invece Drake Diener, che si è dimostrato ancora una volta guardia completissima in entrambe le metà del campo e non solo un semplice tiratore. Warren ha tirato male, forse perchè preoccupato più della difesa e del duro compito che gli spettava, ovvero difendere su David Hawkins, non certo l’ultimo arrivato. E Chris il suo dovere l’ha fatto come meglio non poteva, in uno scontro tra atleti di livello superiore.

BUCCHI – Ed è proprio la difesa la principale chiave di lettura che Piero Bucchi utilizza per analizzare il match. “E’ stata una partita a basso punteggio, non certo spettacolare, in cui a farla da padrone sono state le retroguardie – ha dichiarato al termine dell’incontro – noi però abbiamo concesso troppo, specialmente sotto i nostri tabelloni. La buona vena di Tusek ha fatto il resto. Noi – ha continuato – cerchiamo ancora la miglior condizione, senza la quale è impossibile sperare di giocare bene. Vitali sta pian piano entrando in condizione, ma non posso chiedere a lui 20 punti a partita. Per quanto riguarda stasera comunque non credo che le nostre scarse percentuali del primo tempo dipendano dal fatto che Avellino ha variato più volte strategia sui Pick and Roll, eravamo preparati a questo. Semplicemente Avellino è riuscita a gestire meglio e a saper sfruttare ogni singolo errore. Dopotutto, si tratta di una squadra di Eurolega, non certo dell’ultima arrivata e vincere qui non sarà facile per nessuno”.

MARKOVSKI – E la massima competizione europea è un tema ricorrente anche per il macedone. “E’ come se avessimo vinto un’altra partita di Eurolega – ha dichiarato – perchè Milano è un team allestito per questa competizione. Sono molto soddisfatto della nostra difesa e sono ancor più contento per come è maturata la vittoria, ovvero impiegando 11 giocatori che indipendentemente dai punti hanno garantito minuti di qualità e ampie rotazioni. Con alcune delle sue stelle a mezzo servizio i lupi sono comunque riusciti a rimanere a distanza di sicurezza anche con le cosiddette seconde linee. “Tutti, da Nardi a Radulovic, hanno dato il loro contributo. Nikola avrà sbagliato qualcosa, ma ha fatto quello che io gli chiedevo ed è questo quello che voglio vedere”.

WARREN – Chris Warren, invece, offensivamente non è stato smagliante come al solito ma ha comunque garantito 15 punti e soprattutto una eccezionale difesa individuale. “Sinceramente non posso ritenermi soddisfatto delle ultime prestazioni. Sto tirando male, e questo mi da fastidio. Però, finchè la squadra vince va bene. Oggi inoltre sono stato impegnatissimo in difesa, perchè il coach mi aveva espressamente chiesto di limitare il più possibile Hawkins, quello che secondo me è uno dei primi 3-4 giocatori presenti in Italia. Non è stato facile, è stato uno scontro durissimo, ma alla fine posso ritenermi soddisfatto”. E magari Warren reincontrerà percentuali amiche proprio Mercoledì, a Zagabria, contro la squadra nella quale ha militato per 3 anni. “Il Cibona è un team importantissimo per me – ha detto – mi ha fatto conoscere come cestista qui in Europa e lì ho vissuto tre anni importanti, ricchi di traguardi professionali e umani. E’ un campo davvero ostico da espugnare, ma questo non significa che noi non ci proveremo fino allo stremo delle nostre forze. Sappiamo cosa vorrebbe dire tornare ad Avellino con una vittoria così pesante”

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