Agroalimentare irpino tra luci ed ombre. Mentre sul fronte delle industrie alimentari si continua a registrare, nonostante il periodo di crisi, una crescita del settore (si raggiungono accordi aziendali sulla flessibilità, restano stabili i livelli occupazionali ed in alcune realtà si registrano nuove assunzioni o trasformazioni di rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato) due settori invece arrancano con gravi difficoltà. “Uno – spiega il segretario provinciale della Fai Cisl, Raffaele Tangredi – è quello dell’agricoltura, il quale nonostante rimanga il settore primario per la produzione del Pil, è fortemente danneggiato dal lavoro nero, dal sottosalario, dalla mancata applicazione dei contratti di lavoro. L’altro è quello della forestazione che prosegue il suo calvario”. Due, in tal caso, gli obiettivi urgenti: il saldo delle retribuzioni arretrate ai lavoratori idraulici forestali e la garanzia di un futuro per la forestazione. “In merito al primo punto – fa sapere ancora Tangredi – le Segreterie Regionali di Fai-Flai e Uila, su sollecitazione delle segreterie provinciali, hanno chiesto un urgente incontro al vicepresidente Giuseppe De Mita ed all’assessore regionale Severino Nappi per affrontare e chiudere definitivamente la tematica legata al saldo dei finanziamenti approvati per i piani di forestazioni 2011 delle Comunità Montane, dando così la possibilità agli Enti Delegati di saldare tutte le mensilità arretrare ai lavoratori forestali per il suddetto anno . Per quanto attiene al secondo punto, nei prossimi incontri con la Regione Campania e con i 5 Assessorati Regionali coinvolti, si dovrà irrevocabilmente definire il ruolo che il settore forestazione deve svolgere in Campania per lo sviluppo, la prevenzione, la conservazione dell’ambiente, la realizzazione di opere di ingegnera naturalistica. Importante definire i nuovi compiti da affidare alle Comunità Montane per dare più servizi ai territori montani”. Nel frattempo, l’emendamento approvato a fine anno approvato del Consiglio Regionale che prevede l’utilizzo dei fondi FAS previa autorizzazione da parte del Governo Nazionale al Governo Regionale, per il sindacato “dovrà essere la linea che il Presidente Caldoro deve portare avanti, per dare continuità, stabilità e sicurezza ai lavoratori forestali,e proteggere con la prevenzione il territorio dal dissesto idrogeologico provocati dagli eventi calamitosi”.
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