Adc, Filomena: “Responsabile proposta di soppressione So.re.sa”

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Avellino – Vincenzo Filomena, presidente provinciale dell’Adc, si esprime sulla proposta di sopprimere e mettere in liquidazione la società regionale So.re.sa.

> “La So.Re.Sa. -osserva – è proprio una brutta storia, frutto di irresponsabilità politica ed amministrativa che nasce nel 2003 per volontà della Giunta Bassolino, una storia scritta grazie a sistematiche omissioni e pagine di consulenze dorate. Quale società strumentale della Regione Campania, la Soresa aveva il compito di operare per ripianare la montagna di debito pubblico della sanità campana. Ebbene, a distanza di otto anni, la crescente situazione creditoria delle imprese che operano nel settore della sanità ed i numeri negativi dei bilanci di gestione della società regionale sanciscono, senza possibilità di appello, che non solo non si è riusciti con questa misura a mitigare la preoccupante situazione debitoria della sanità campana ma si è contribuito, in maniera determinante, ad innalzare ulteriormente la montagna di debiti e di inefficienze. La Campania è al top dell’indebitamento sanitario e risulta tra i peggiori debitori-pagatori in quanto per onorare i suoi debiti è giunta a pagare le imprese creditrici con un ritardo di quasi 800 giorni! I mancati e ritardati pagamenti nel settore sanitario stanno soffocando le categorie che operano nel campo sanitario, così come la lista d’attesa per ottenere i rimborsi per servizi e merce fornita continua ad allungarsi, mentre le banche stringono le leve per l’accesso al credito con il risultato di mettere in ginocchio le imprese del settore e l’occupazione. Se il debito sanitario non solo non è stato ridotto, ma continua a crescere, se i ritardi sui pagamenti continuano ad accumularsi, se le imprese ed operatori della sanità continuano ad non essere pagati, a cosa e a chi serve la Soresa? Appare chiaro che la Soresa, quale strumento finanziario di controllo e governo del debito sanitario, si è rivelata un assoluto fallimento ed un ulteriore ed insopportabile schiaffo ai cittadini della Campania che si sono visti aumentare aliquote Irpef ed Irap per pagare le rate dei mutui contratti per almeno i prossimi 30 anni. Riteniamo, quindi, che la soppressione e liquidazione della Soresa costituisca una seria proposta politica e, certamente, una valida ipotesi di lavoro da approfondire ed articolare nell’ ambito delle possibili misure di razionalizzazione e riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale. Occorre attrezzare e strutturare la Sanità campana con un sistema in grado di controllare con certezza i costi di gestione ed assicurare alle imprese ed operatori del settore, con altrettanta certezza, che si arriverà ai pagamenti dei debiti entro 120 giorni al massimo. Non si comprende come la Regione Campania senza una vera, responsabile ed efficace rivoluzione nella gestione della sanità possa pensare di affrontare la grande sfida del federalismo fiscale. Auspichiamo che il presidente Caldoro promuova le necessarie azioni politiche per non permettere che detta società continui a rappresentare uno strumento clientelare funzionale a perpetrare un allegro quanto irresponsabile spreco di risorse in spregio all’interesse generale e ad una più rispettosa quanto trasparente gestione del denaro pubblico”.

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