Avellino – Dopo 24 ore non è tardata la risposta di Donato Madaro, ex numero uno dell’Alto Calore Servizi, che in una lunga nota controbatte alle accuse mosse dall’attuale presidente Franco Maselli:
“Ancora una volta ad una richiesta di chiarimenti alla pubblica opinione in merito alla gestione dell’Alto Calore Servizi (strategie, progetti, obiettivi, innovazione), l’attuale presidente risponde lanciando accuse infondate. L’attuale Presidente del CdA parla di un ammanco al momento dell’insediamento. Vorrei chiarire che non si tratta di ammanco ma di perdita. L’ammanco è un’indebita sottrazione di denaro dalle casse sociali, la perdita è determinata dal prevalere dei costi derivanti dalla gestione sui ricavi. La situazione infrannuale al 31 maggio 2008, riportante una perdita di circa 1 milione di euro, e non un ammanco, fu predisposta dal Responsabile Amministrativo e dal Direttore Generale e rappresentava l’esatta fotografia della situazione economica della società di periodo. Come si fa a parlare di “falso e perseguibilità di reato”.
Prima di allora le situazioni infrannuali non esistevano. Le ha introdotte il sottoscritto per monitorare mensilmente l’andamento della società e verificare gli scostamenti tra il consuntivo rispetto al budget. Non so se nel 2009 sia stato o meno approvato il budget e quali sono gli scostamenti tra dati consuntivi mensili rispetto al documento di programmazione ed indirizzo.
In merito alla presunta privatizzazione, non riesco neanche ad immaginare a cosa si riferisca. Ho lavorato sempre nel rispetto della storia e per dare garanzie ai dipendenti della Società, valorizzando le competenze esistenti. Obiettivo da perseguire attraverso una società pubblica ma la cui gestione sia basata su criteri di competenza ed efficienza.
Se l’attuale Presidente avesse letto o compreso il Piano Strategico, approvato all’unanimità dall’allora CdA dell’Acs (compreso un componente dell’attuale cda), avrebbe inteso che il modello di governance previsto era quello di una società interamente pubblica, con affidamento in house del ciclo integrato delle acque. Condizione questa ottenibile soltanto attraverso l’equilibrio economico finanziario della Società e l’implementazione del “controllo analogo”. Non si può affermare che l’Acs sarà l’unico gestore della risorsa idrica senza dire cosa si sta facendo affinché tale auspicabile obiettivo venga raggiunto.
L’attuale Presidente continua ad accusare costringendomi a fornire i dovuti chiarimenti ai dipendenti ed ai cittadini. Anzi che utilizzare la stampa, fornendo tra l’altro informazione inesatte, potrebbe semplicemente chiedere al componente del CdA ancora in carica, se l’intento di quella amministrazione fosse quello di privatizzare l’Acs. La strategia del sottoscritto di un Alto Calore multiutility, ovvero operante in altri settori complementari oltre a quelli del servizio idrico integrato (imbottigliamento delle acque, autoproduzione di energia, trattamento della frazione organica dei rifiuti) non confligge con la proprietà pubblica, come dimostra l’esperienza delle multiutilities pubbliche del nord Italia.
Relativamente alle due partecipate Alto Calore Service ed Energy, delle quali sono a tutt’oggi amministratore unico per mancata revoca, vorrei chiarire che non ho mai percepito alcun compenso, ne ho liquidato alcun incarico all’Università di Perugia. Le partecipate hanno lo scopo di avviare la diversificazione delle attività. Anziché liquidarle andrebbero valorizzate per realizzare le attività complementari previste di Acs, se ci fossero le necessarie competenze per farlo. Ma quale privato. Occorre dargli contenuto dopo anni di inattività. Infine ricorderei che il profilo di una persona si valuta dal curriculum e dalle competenze acquisite attraverso l’esperienza maturata, ed è questa cosa universalmente nota. Solo per citare le mie esperienze più significative, ricorderei che vanto in curriculum più di dieci anni di dirigenza al vertice di un’impresa privata, facente parte di un gruppo internazionale, con un fatturato annuo tra i 60 e gli 80 milioni di euro, avviando imprese oggi operanti in Italia, Brasile, Francia e Romania. Oggi dirigo il settore gestione rifiuti della Regione Campania. Continuo a ripetere. Ma cosa ha fatto finora l’attuale Presidente dell’Acs se non accusare la precedente gestione, l’Ente Regione, l’Alto Calore Patrimonio senza mai proporre una strategia.
Ho sempre agito con estrema trasparenza e correttezza e non temo giudizi in qualsiasi sede.
Valuterò con il mio legale gli estremi di una denuncia per calunnia”.
