Acqua, De Stefano e l’Acs al Festival de L’Aquila: il resoconto

10 Ottobre 2013

L’Aquila – Nella sala di Piazza Duomo all’Aquila si sono svolti questa mattina i lavori del II Festival internazionale dell’Acqua, organizzato da Federutility,con l’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica. Dopo i saluti del Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, che ha ricordato l’esperienza del sisma che ha colpito duramente la città, è intervenuto Il professor Hiroaki Furomai dell’Università di Tokio che ha parlato dei caratteri di similitudine tra l’Italia e il Giappone: latitudine, clima, interesse per la storia; ma dalla relazione che è seguita si evidenzia la sostanziale differenza dei criteri d’intervento, dopo il sisma che nel 2011 ha colpito il Giappone: azioni mirate e tecniche innovative con l’impiego di materiali specifici.
L’intervento e la relazione del Presidente di Alto Calore Servizi, Raffaello De Stefano, sono state inserite nel quadro delle esperienze di qualità maturate a seguito di grandi eventi tellurici. L’Alto Calore, c’era quella sera di domenica del Novembre del 1980, quando in Irpinia iniziava il conto delle vittime e dei danni. Il Presidente De Stefano mostra, ai numerosi esperti presenti in sala, le slide del sisma con gli operai al lavoro. De Stefano si sofferma sull’immagine che mostra la prima pagina del quotidiano “Il Mattino” con il titolo: “Fate Presto”.

“Con il terremoto – continua De Stefano – per le reti idriche sono stati impiegati 60 miliardi di lire, a fronte di 30 mila miliardi di lire per una ricostruzione che ha sottovalutato le opere idriche,fognarie e depurative. In Irpinia la terra continua a tremare – ha proseguito il Presidente – con le numerose emergenze: le alluvioni, l’inquinamento ambientale e la necessità di preservare un territorio che dà acqua a tre regioni. Il paradosso si raggiunge con i 180 milioni di euro per la Galleria Pavoncelli: altra acqua tolta all’Irpinia, senza pensare al ristoro dovuto ed alle necessità di finanziamenti”.
Il Presidente di ACS ha concluso l’intervento rivolgendosi al sottosegretario, presente al tavolo dei relatori, in virtù dell’attenzione dimostrata dal governo Letta e dallo stesso Erasmo D’Angelis, chiedendo di intervenire sulla Campania e sul necessario riequilibrio per le zone interne. Il Capo della Protezione civile, il Prefetto Franco Gabrielli si è soffermato sulla necessità di curare le numerose emergenze attraverso la prevenzione. Un aspetto sottolineato nel corso dell’intervento successivo del sottosegretario alle infrastrutture Erasmo D’Angelis che ha parlato dell’impegno del Governo per investire in prevenzione e in Servizi efficienti, a cominciare dalle reti idriche e impianti di depurazione. “Tra perdite in rete di acqua potabile e inquinamento – ha dichiarato il sottosegretario – siamo tra gli ultimi in Europa, dobbiamo necessariamente fare meglio e di più”. Nelle conclusioni il capo della Protezione Civile ha citato l’esempio dell’Irpinia e il sottosegretario D’Angelis ha riconosciuto la necessità di un riequilibrio con investimenti e finanziamenti per preservare un bene prezioso come l’acqua.


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