Abusi sessuali, la “verità” di Don Livio Graziano. Il 24 novembre la sentenza

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Abusi sessuali, la “verità” di Don Livio Graziano. Il 24 novembre la sentenza. Questa mattina, puntuale come un orologio svizzero, il parroco – 50 anni, fondatore di una cooperativa sociale per l’assistenza alle persone, con problemi di depressione e disturbi dell’alimentazione – era in prima fila, con tanto di mascherina, nell’aula della corte d’assise del Tribunale di Avellino, dove si tiene il processo a suo carico, accanto ai suoi legali difensori, gli avvocati Gaetano Aufiero e Gianpiero De Cicco.

Don Livio, attualmente sottoposto agli arresti domiciliari, è accusato di atti sessuali con un 13enne, ospite della struttura di Prata Principato Ultra. Prima delle dichiarazioni spontanee rese dal prete, sono stati ascoltati gli ultimi tre testimoni citati dalla difesa.

Il primo a prendere la parola un uomo che, con la sua famiglia, è stato ospite della stuttura per un po’ di tempo. Anche lui, come altri testimoni della difesa, ha descritto la vittima come un bambino “difficile”, arrogante, anche nei confronti della sua famiglia. L’uomo, inoltre, ha dichiarato che la stanza di Don Livio era aperta a tutti e che spesso, la sera, si ritrovano da lui per pregare. Lui, l’uomo ascoltato questa mattina, non avrebbe notato mai niente di strano.

Dello stesso tenore anche la testimonianza della legale rappresentante della struttura, mentre un’amica di Don Livio ha sottolineato più volte che, in quel periodo, il 50enne non stava bene fisicamente, che a stento si reggeva in piedi e che, molte volte, doveva far ricorso alle cure dei medici in ospedale.

Poi è toccato a Don Livio. Ha parlato per diverso tempo ed ha provato a difendersi con tenacia. “Sono innocente”, ha ripetuto più volte, “non so perché mi stanno facendo questo”. Il parroco ha tenuto a precisare che lui non ha mai avuto rapporti sessuali e che, a quanto pare, non avrebbe manco potuto averli.

L’ora della verità processuale, ad ogni modo, si avvicina. Il prossimo 24 novembre, è prevista la discussione finale che già si prevede abbastanza “infuocata”. E’ probabile che quel giorno stesso arrivi anche la sentenza.