A giugno nuova era per Palazzo Caracciolo e 56 comuni al voto

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Sono 56 i comuni irpini chiamati a rinnovare il proprio governo nell’appuntamento del 7 e 8 giugno. (Avellino, Ariano, Andretta, Bagnoli Irpino, Bisaccia, Bonito, Candida, Carife, Cassano, Castelbaronia, Castelvetere, Cesinali, Chiusano San Domenico, Contrada, Domicella, Forino, Gesualdo, Grottaminarda, Grottolella, Melito Irpino, Mirabella Eclano, Montaguto, Montecalvo, Montefusco, Montella, Montemiletto, Montoro Inferiore, Montoro Superiore, Morra De Sanctis, Moschiano, Nusco, Pago Vallo Lauro, Parolise, Rotondi, Salza, San Mango, San Michele di Serino, San Nicola Baronia, San Sossio baronia, Santa Lucia di Serino, Sant’Andrea di Conza, Sant’Angelo all’Esca, Santa Paolina, Savignano, Sturno, Taurasi, Taurano, Torella dei Lombardi, Torrioni, Trevico, Tufo, Vallata, Vallesaccarda, Venticano, Villanova del Battista, Zungoli).
Circa 216.700 cittadini saranno dunque attesi alle urne per decretare l’esito di ‘sfide’ che in alcuni casi hanno già mostrato i primi sintomi di asprezza.
Assetti quasi delineati, tranne sorprese dell’ultimora, dopo aver tenuto con il fiato sospeso cittadini e addetti ai lavori. Molti i nomi che si sono rincorsi, alcuni dimostratisi privi di fondamento, altri probabilmente ‘sfumati’ per cause di forza maggiore. In alcuni casi il silenzio è apparso invece sintomatico di strategie che hanno riservato risvolti ritenuti da molti imprevedibili.
Fatto sta che ad oggi il quadro appare ormai chiaro e c’è chi è già pronto a scommettere sugli esiti elettorali.

Per quanto riguarda la città di Avellino giunge al termine la prima consiliatura targata Galasso e il Pd è già pronto a rilanciarlo in campo nella convinzione di assaporare la dolce vittoria del ‘bis’. Pino Galasso, infatti, ha ‘conquistato’ la candidatura all’indomani delle Primarie del 5 aprile dove è terminata tutta a suo favore la corsa con i due alter ego scelti dal centrosinistra: Sergio Barbaro e Giuseppe Vetrano.
Galasso, inoltre, si avvarrà dell’appoggio de ‘La Sinistra che unisce’ (Movimento per la Sinistra, Unire la sinistra, Socialisti irpini e Verdi).
Contro Pino Galasso l’Udc di De Mita propone invece l’avvocato Massimo Preziosi, assente da lungo tempo dalla scena politica e pronto a ritornare a Piazza del Popolo dopo circa 34 anni. Nell’inconsueto silenzio del leader di Nusco e degli esponenti della Costituente di Centro, molte idee hanno preso forma trasformandosi in ipotesi di candidature: si era pensato ad una sfida dominata dalla quota rosa Enza Ambrosone, altri accreditavano il direttore dell’Air Costantino Preziosi, altri ancora puntavano sull’ex assessore Maurizio Petracca. Il tempo, invece, ha dato ragione al penalista avellinese che sarà chiamato a spodestare l’uscente fascia tricolore ed ottenere maggiori consensi.
Pronto all’assalto al Municipio anche Gianluca Festa con ‘Irpinia nel cuore’. Ex presidente provinciale dei Verdi, Festa rappresenta ora l’unione nata dalla fusione di tre civiche: Uniti per Avellino, Avellino futura e Riscopriamo Avellino.
I Pensionati, invece, si affidano a Pasquale Anzalone, già consigliere dal 1995 al 1999, appoggiato anche dal movimento ‘Per il bene comune’.
Pronto a ritornare in aula, ma stavolta con la fascia tricolore, Antonio Gengaro, nome di spicco del Centrosinistra alternativo.

Dopo circa un anno di commissariamento, anche la Provincia attende l’insediamento del neo presidente che andrà a ricoprire il ruolo lasciato vacante, gioco forza, da Alberta De Simone.
Sfida a tre a Palazzo Caracciolo. Le primarie di coalizione promosse dal Pd hanno decretato la vittoria dell’uscente Alberta De Simone, pronta al nuovo confronto e a rinnovare la fiducia ai cittadini lasciata in sospeso dall’improvviso dopo la mozione che ne ha determinato la caduta. Anche in sostegno della De Simone scenderà in campo ‘La Sinistra che unisce’.
Deciso all’ascesa, in quota Pdl, il senatore Cosimo Sibilia che ‘trascurerà’ Roma per dedicarsi alla corsa verso l’ente di Piazza Libertà.
Sarà Amalio Santoro, invece, con un trascorso da coordinatore del Partito Popolare (98/99) a guidare la Sinistra che non fa capo al Pd (Sinistra Democratica – Rifondazione Comunista – Libera Città-Base Popolare) verso la conquista della Provincia di Avellino.

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