Avellino – La raccolta differenziata ha costi ingenti, diventa argomento ostico da affrontare… e puntualmente si ricade nell’emergenza. Questo sembra essere il quadro, o meglio il punto da cui partire per approfondire la questione rifiuti. Partendo dal presupposto della chiusura dello stabilimento di Tufino e del conferimento al Cdr di Pianodardine dei rifiuti di un raggio di territorio più vasto rispetto a quello previsto, appare facile arrivare al nocciolo della questione che, dalle file ai cancelli dello stabilimento avellinese si snoda, poi, su diversi fronti. “Una priorità di conferimento o quantomeno una regolamentazione”, questa una delle soluzioni proposte dal presidente del Cosmari Avellino 1, Raffaele Spagnuolo, e che non ha ottenuto alcuna risposta da chi di competenza. E se la situazione è già problematica tracciare un bilancio non lascia ampi margini di respiro. Si dovrà provvedere, infatti, ad una riduzione della raccolta in molti comuni del bacino avellinese in maniera da razionalizzare lo sversamento ed ovviare, almeno in parte, il problema delle interminabili ed a volte inutili code. Ma alla base di tutto un sistema idoneo di differenziata, argomento difficilmente recepito dall’opinione pubblica e non solo a causa di costi senza dubbio maggiori. “Si tratta – ha spiegato Spagnuolo – di costi che possono essere ammortizzati alla fine di un processo in grado di garantire risultati concreti. Pagare oggi vuol dire trarne beneficio domani, dal punto di vista economico e ambientale”. Ma molti comuni non sembrano disposti a cedere di fronte alla filosofia dei risparmio futuro e la raccolta differenziata resta sulla carta bombardata da soluzioni alternative che ad oggi non hanno fatto approdare letteralmente a nulla. Intanto il Cosmari ha organizzato per il prossimo 16 giugno un incontro a cui prenderanno parte il Commissariato straordinario, i sindaci dei comuni del bacino Avellino 1, il primo cittadino di Mercato San Severino, ‘comune virtuoso’ in tema di differenziata, ed il presidente del Consorzio Padova 1, ente da cui Spagnuolo ha preso spunto per il progetto di raccolta proposto ad Avellino.
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