In auto con 100mila euro in contanti “sottovuoto”: assolto dall’accusa di riciclaggio

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AVELLINO- Era stato bloccato nel gennaio del 2022 dai Carabinieri durante un controllo con dieci mazzette “sottovuoto” di banconote da 50 euro, per un totale di 100mila euro, tutti in bustine di cellophane con nastro adesivo. Una somma che veniva ritenuta di provenienza illecita e per cui un quarantenne della provincia di Avellino era stato tratto a giudizio con l’accusa di riciclaggio. Secondo l’accusa, la somma di denaro era di provenienza delittuosa. Pertanto, la Procura, dopo la conclusione delle indagini preliminari, aveva avanzato la richiesta di rinvio a giudizio. Questa mattina, è stata celebrata l’udienza preliminare innanzi al G.U.P. del Tribunale di Avellino, dott. Pasquale Cerrone. L’imputato, difeso dagli avvocati Stefano Vozella e Loredana De Risi, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. All’esito della celebrazione dell’udienza preliminare, il G.U.P. ha mandato assolto l’imputato per insussistenza del fatto. Anche il sostituto procuratore Giovanni Sodano, aveva chiesto l’assoluzione. Si conclude così una vicenda giudiziaria le cui indagini preliminari sono state caratterizzate da diversi rimpalli giudiziari. Infatti, i Carabinieri avevano perquisito l’autovettura dell’imputato mentre percorreva il territorio di Atripalda e avevano rinvenuto il denaro, sottoponendolo a sequestro. Tale sequestro era stato convalidato dal GIP.
Il tribunale del riesame reale di Avellino, però, aveva annullato il decreto di sequestro preventivo. La Procura aveva proposto ricorso per Cassazione e la Suprema Corte aveva annullato con rinvio il provvedimento del tribunale del riesame di Avellino. Successivamente, in sede di giudizio di rinvio, il tribunale del riesame reale di Avellino aveva nuovamente annullato il decreto di sequestro preventivo. La Procura aveva nuovamente proposto ricorso per Cassazione ma questa volta la Suprema Corta ha ldichiarato inammissibile il ricorso.In particolare, la suprema corte di Cassazione aveva evidenziato l’impossibilità di individuare il reato presupposto che avrebbe dato luogo al profitto in denaro successivamente rinvenuto nella disponibilità, così escludendo la configurabilità del riciclaggio del denaro. Evidentemente, proprio questa ragione ha convinto il G.U.P. a mandare assolto l’imputato all’esito del giudizio abbreviato.