Movida, revocate le limitazioni. E Nargi affonda: “Pasticcio amministrativo”

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Il Sindaco Nello Pizza ha firmato l’ordinanza sindacale n. 481 del 2 settembre 2026, che revoca le misure straordinarie adottate per tutelare il riposo dei cittadini e la quiete pubblica. Decadono così i divieti di vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche in determinati orari, le limitazioni agli intrattenimenti musicali e i vincoli sull’uso di specifici contenitori (monouso, vetro e lattine). A giustificare l’ordinanza è una relazione di servizio del Corpo di Polizia Municipale del 1° settembre. Le forze dell’ordine hanno registrato, già a partire dalla terza settimana di agosto, un “progressivo e significativo decremento dell’affluenza di persone” e una “movida notturna più regolamentata e meno disturbante rispetto agli anni precedenti”. Alla luce di questa “evoluzione favorevole”, l’Amministrazione ha ritenuto non più necessarie le misure restrittive, pur ribadendo la ferma applicazione delle normative nazionali e regionali su inquinamento acustico e ordine pubblico.

Dura e immediata la reazione dell’ex sindaca e attuale consigliera comunale di opposizione, Laura Nargi, che ha affidato a un post sui social la sua stoccata all’esecutivo. “Tre ordinanze dopo, almeno una cosa è chiara”, esordisce Nargi, ripercorrendo l’iter normativo definito un vero e proprio “pasticcio amministrativo”: prima l’ordinanza limitata ad alcune zone, poi la correzione con estensione a tutta la città, e infine la revoca anticipata. “Un pessimo biglietto da visita per questa Amministrazione”, tuona l’ex primo cittadino, che evidenzia come questo stop-and-go normativo abbia creato solo confusione tra cittadini ed esercenti. Ma il punto più politico della replica di Nargi riguarda la motivazione stessa addotta dal Comune. “Alla fine lo hanno consacrato loro stessi, nero su bianco: quest’estate ad Avellino c’è stato un calo delle presenze rispetto agli anni precedenti”, scrive l’esponente dell’opposizione. Secondo Nargi, l’Amministrazione se ne sarebbe accorta “un po’ troppo tardi”: “Con meno gente in città, l’ultima cosa di cui Avellino aveva bisogno era un’ordinanza che rischiava di scoraggiare ulteriormente la vita serale”.

Infine, l’ex sindaca solleva un dubbio di fondo sulla coerenza dell’atto amministrativo: “Cosa c’entra il calo dell’affluenza con le limitazioni alla vendita per asporto di alcolici? Se servivano a tutelare sicurezza e quiete pubblica, perché vengono meno semplicemente perché ci sono meno persone?”. Una domanda che lascia intendere, secondo l’opposizione, come le restrizioni siano state applicate con criteri poco chiari, venendo meno non perché il problema della sicurezza sia stato risolto strutturalmente, ma semplicemente perché “c’è meno gente a creare potenziali criticità”.