Taurano, l’omaggio culturale a Maria Assunta in Cielo delle donne in Piazza Freconia

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TAURANO- A Taurano prima di accendere le luminarie per la festa patronale si e’ scelto di piantare un fiore nel cuore di ogni cittadino, omaggiando la Madonna Assunta in Cielo con una serata di grande fede e cultura, sue cose che possono coesistere e che hanno fatto da trama ad un appuntamento fuori dagli schemi classici delle feste patronali..”Questa sera voi avete fatto quello che nessun prete può fare nelle sue omelie, cioè parlare di Dio da donna, con questa sensibilità profonda ma anche molto schietta, materna, femminile”. Sono le parole con cui padre Vincenzo Romano, francescano alla guida della parrocchia di San Michele Arcangelo di Taurano, ha voluto ringraziare Angela, Orsola, Giusy, Francesca, Iolanda e Gemma, che ieri sera, insieme a Don Francesco Pacia, hanno regalato alla comunità di Taurano, un prologo di grande spessore culturale alla celebrazione dell’Assunta, patrona del comune irpino. Lo hanno fatto esplorando e viaggiando nel tempo per conoscere il rapporto della Madre celeste con arte, filosofia, storia, letteratura e poesia. Una serata che inaugura i festeggiamenti in modo diverso dalla tradizione, come ha ricordato padre Vincenzo: “Voi, nello spazio delle vostre menti brillantissime, bellissime, nello spazio delle vostre vite, come Maria, da studiose ci avete fatto riflettere, meditare attraverso il vostro studio su Dio. Qualcuno diceva che l’ arte, la teologia, la cultura in generale, con la mano di Maria ci indica Dio”. Perche’ quella di ieri “nello spazio di questa piazza- ha ricordato padre Vincenzo- nello spazio delle vostre menti, si e’ avverato ciò che è successo nello spazio del grembo verginale di Maria. Lei ha concepito il “verbo”, lo ha partorito, lo ha ascoltato, lo ha studiato, meditato, ha riflettuto su quella parola. Possiamo dire che Maria è una studiosa. Una teologa”. Così per una sera, grazie all’ iniziativa della Parrocchia e del Comitato Festa Maria Ss. Assunta in Cielo, all’impegno di relatore e moderatore di Don Francesco Pacia, e’ stato possibile riflettere, a partire dalla donna più importante nella storia della Chiesa, sulla storia della donna con la competenze e le conoscenze di tante donne che come ha spiegato Don Francesco Pacia non solo ha contribuito a ricordare queste figure femminili ” talentuose nella storia, ma anche nel nostro paese, donne che hanno tanto da raccontare”. Un racconto importante, partito proprio dalla dimensione “mariana”. In Piazza Freconia l’ omaggio all’ Assunta e’ diventato anche quello alle donne e alla loro voglia di contribuire alla conoscenza e al sapere, al ruolo di tutela e di protezione della Vergine e a figure che anche nel mondo meno aperto al contributo della donna hanno saputo fare la differenza.
LE STORIE E LE PROTAGONISTE DI UNA SERATA DIVERSA DALLA TRADIZIONE
“Excelsa super sidera. Donna e donne nella storia cristiana”, questo il tema della serata. Aperta dall’intervento della piu’ giovane delle relatrici sul palco di Piazza Freconia. Angela Scibelli, 23 anni, laurea triennale in Lettere Moderne all’Università degli Studi di Salerno, discutendo una tesi in Lingua e Letteratura Latina su Cicerone, continua i suoi studi con la laurea magistrale in Filologia Moderna. Angela ha discusso su “Il volto di Maria nella poesia delle Tre Corone: Dante, Petrarca e Boccaccio”. Il volto attuale di Maria, nei versi di tre grandi rappresentanti della letteratura: “L’amore per Dante non è solo un sentimento umano ma un principio che orienta l universo, da questo momento Maria e una presenza che si rivela nella fragilita’ dell’ uomo, accompagna alla ricerca della luce..Maris e’ l’amor che tutto muove di Dante. Petrarca alla fine del Canzoniere decide di dedicare una poesia alla Vergine attraverso la canzone Vergine bella di sol vestita…sorprendente come Petrarca descriva la Vergine come “bella”, un aggettivo che in tutto il Canzoniere aveva rivolto per Laura. E quindi ci fa comprendere che alla fine può trovare la redenzione, avvicinandosi a Dio attraverso Maria. La sua ultima richiesta grazie a Maria riesce a trovare la pace con l’ intercessione di Maria. Boccaccio dedica tre sonetti alla Vergine. La luce che guida il cammino, luce eterna e stella mattutina. Una stella che orienta il cammino, Maria viene associata alla protezione della comunita cristiana. Si affida a Maria, diventa “mediatrice”, accoglie la fragilita’ dell’ uomo e la porta a Cristo”. Una rotta ed un cammino orientato da Maria”. Quale sia il messaggio attuale e’ chiaro: “Le parole di Dante, Petrarca e Boccaccio- ha concluso Scibelli- suonano ancora attuali, perché parlano dell’ uomo, della nostra condizione, tutti abbiamo attraversato l’ oscurità della “selva oscura” , l’ inquietudine di Petrarca e magari anche le fragilita’ di Boccaccio, quindi attraverso questi versi che ci parlano ancora oggi, noi possiamo guardare con una speranza nuova..un volto di Maria presente che ci guarda, vivere una vita con riferimento di Maria possiamo viveree una vita più degna di essere vissuta anche grazie alle persone che ci circondano”. Dai sonetti di tre dei più grandi protagonisti della Letteratura italiana all’iconografia, da quella paleocristiana fino ad oggi, per rappresentare come l’azzurro sia diventato il colore simbolo della fede mariana e della Madonna. Un viaggio, quello percorso insieme alla piazza di Taurano da Orsola Manfredi, laureata in Filologia e vicepresidente della Proloco di Taurano, che attraverso le origini della tradizione iconografica di Maria, rappresentata con i colori dell’oro alle origini e poi dall’azzurro dei lapislazzuli, segno di grande valore e devozione per la Vergine, ha svolto una relazione su “L’azzurro di Maria: storia di un simbolo tra arte, memoria e immaginario”. Prima era l oro, che rappresenta la luce divina e non il metallo, il fondo d’oro e’ una luce che non appartiene alla terra. Poi si era passato al
lapislazzuli, uno dei materiali più preziosi utilizzato dai pittori, questo pigmento era una scelta di devozione perché più prezioso dell’ oro. Manfredi ha riflettuto su come un colore può diventare una persona. Nel caso dell’azzurro di Maria si tratta di un colore che Non ci ha insegnato nessuno, abbiamo imparato a leggere le parole e i simboli, perche’ senza accorgecene diventano parole”. E ci sono esempi. La bilancia che diventa simbolo della giustizia; la colomba che diventa simbolo della pace; l’azzurro che diventa simbolo di Maria. Ha portato anche una testimonianza personale di come già a due anni e mezzo, come gli ha raccontato la sua mamma, associasse il colore alla Madonna. La prima parte della serata, quella “mariana” e’ stata chiusa dalla riflessione sulla scultura dedicata a Maria, in particolare all’interpretazione dei segni e non alla semplice estetica, come ha spiegato Gemma Romano, giovane studentessa dell’istituto di Belle Arti e con sottofondo musicale del maestro Pierluigi Milosa e con la voce di Marcella Mancaniello, un monologo che rivisita la figura di Eva, quello recitato da Iolanda Romano e tratto dall’opera di Franca Rame, che immagina Eva come una donna capace di autodeterminarsi.
DONNE PROTAGONISTI DELLA STORIA CRISTIANA
La seconda parte della serata e’ stata dedicata al tema:  “Da Maria alle altre… Protagonismo femminile nella storia cristiana”. Alcune figure femminili chiave della storia della Cristianità sono state tratteggiate dagli interventi di Giusy Graziano, docente di Lettere specializzata in Filologia Moderna, Francesca Maffettone, laureata in Scienze Filosofiche, che ha discusso sulla figura di “Edith Stein: la donna secondo l’ordine della natura e della grazia” e Francesco Pacia che ha voluto omaggiare la presenza francescana a Taurano, ha relazionato sulla figura di Angela da Foligno e Chiara d’Assisi. Una donna che con l’autorevolezza della parola aveva avuto spazio nel Medioevo, dibattendo con imperatori e papi, quella tratteggiata da Giusy Graziano nella sua relazione su ” Ildegarda di Bingen: l’autorità della parola femminile che ruppe gli schemi del Medioevo”. Santa Chiara e l’omaggio al francescanesimo femminile , nelle parole di Don Francesco Pacia, che ricorda come Chiara sia stata anche la prima donna a promuovere una regola, quella messa in atto dalle suore. Francesca Maffettone, ha tratteggiato la figura di Edith Stein, che fu la prima martire cattolica di origine ebraica ad essere canonizzata. Il 1 maggio 1987 fu beatificata e l’11 ottobre 1998 fu santificata da papa Giovanni Paolo II (con il nome di Santa Teresa Benedetta della Croce) e nominata copatrona d’ Europa. Una panoramica sulla storia dell’ Amore del cuore divino di Santa Teresa benedetta della croce. Come ha concluso Don Francesco Pacia, si tratta della testimonianza delle donne nella filosofia, una “filosofia della cura, che hanno inaugurato con sentieri di riflessione di filosofia della vita”. Il sindaco Michele Buonfiglio, precettando di fatto tutte le interpreti della serata, ha messo in evidenza che le donne hanno sempre una marcia in piu’ e che presto sara’ realizzata a Taurano una Consulta delle donne.