Caporalato e lavoro nero, l’allarme della Guardia di Finanza: il fenomeno si espande da Napoli all’Irpinia, sotto osservazione il Mandamento

0
420

Il caporalato e lo sfruttamento della manodopera non sono più fenomeni confinati alle grandi aree metropolitane. Dalla provincia di Napoli si stanno progressivamente spostando verso l’Irpinia, con particolare attenzione all’area del Mandamento Baianese e al comparto tessile. È uno degli aspetti più preoccupanti emersi dal bilancio operativo della Guardia di Finanza di Avellino alla vigilia delle celebrazioni per il 252° anniversario della fondazione del Corpo, in programma domani presso la caserma “A. Corrubia”.

A lanciare l’allarme è stato il comandante provinciale, il colonnello Leonardo Erre.

«È un fenomeno che abbiamo attenzionato sulla base di specifici indirizzi nazionali e che, purtroppo, interessa anche la nostra provincia, in particolare il Mandamento. Abbiamo svolto un’opera capillare di controllo del territorio insieme alle altre forze di polizia per intercettare fenomeni di caporalato soprattutto nell’industria del tessile», ha spiegato.

Secondo il comandante provinciale, il fenomeno sarebbe direttamente collegato alla progressiva espansione delle attività produttive dall’hinterland napoletano verso l’Irpinia.

«Abbiamo osservato che questa fenomenologia sta interessando un’area che rappresenta una sorta di sfogo rispetto alla provincia di Napoli, ormai satura sotto questo punto di vista. C’è quindi una espansione delle attività industriali nel nostro territorio di riferimento e con essa il rischio di fenomeni di sfruttamento della manodopera».

L’attenzione della Guardia di Finanza verso il lavoro sommerso è testimoniata dai numeri. Tra il 2025 e i primi cinque mesi del 2026 sono stati individuati 42 evasori totali e ben 168 lavoratori in nero o irregolari, facendo emergere anche casi di illecite esternalizzazioni di manodopera e sfruttamento dei lavoratori.

Ma il contrasto alle illegalità economiche non si ferma qui.

Solofra resta osservata speciale per le frodi fiscali

Tra le aree maggiormente monitorate continua a esserci il distretto conciario di Solofra.

«Si conferma una realtà molto critica sotto il profilo delle frodi fiscali. Abbiamo costituito, congiuntamente alla Procura e seguendo le direttive ricevute, uno specifico gruppo di lavoro che analizzerà il fenomeno in maniera più ampia, cercando di intercettare preventivamente le criticità dell’intero settore conciario», ha spiegato Erre.

Nel mirino finiscono soprattutto le cosiddette imprese “apri e chiudi” e le società cartiere.

«Purtroppo sono fenomeni ancora molto evidenti e sui quali stiamo concentrando una particolare attività investigativa».

Oltre 300 denunciati per reati fiscali

Il bilancio dell’attività svolta dalla Guardia di Finanza in Irpinia evidenzia numeri particolarmente significativi.

«I risultati parlano da soli. Dall’inizio dell’anno abbiamo denunciato oltre 300 soggetti, cinque dei quali arrestati, nell’ambito dei reati fiscali», ha sottolineato il comandante provinciale.

Complessivamente i soggetti denunciati per reati tributari sono stati 302, con sequestri patrimoniali per oltre 12 milioni di euro.

Sul fronte della prevenzione sono state inoltre avanzate 92 proposte di chiusura di partite Iva ritenute fiscalmente pericolose e bloccati crediti fiscali indebiti o inesistenti per circa 8,5 milioni di euro.

Appalti e Pnrr, controlli su 32 milioni di euro

Grande attenzione è stata riservata anche alla tutela della spesa pubblica.

«Sono 32 milioni di euro le risorse controllate dai nostri reparti, soprattutto nel settore degli appalti e in particolare quelli collegati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza», ha evidenziato Erre.

Nel complesso sono stati effettuati 329 interventi a tutela della spesa pubblica, di cui 143 legati direttamente a fondi, contributi e appalti finanziati dal Pnrr.

Le frodi accertate ai danni del bilancio nazionale ed europeo superano i 4,3 milioni di euro, mentre i danni erariali individuati ammontano a oltre 23,5 milioni.

Riciclaggio, segnalazioni per 250 milioni di euro

Particolarmente rilevante anche il fronte del contrasto al riciclaggio.

«Un dato che mi preme evidenziare è quello relativo ai 250 milioni di euro segnalati come riciclaggio, derivanti principalmente da fenomeni di frode fiscale», ha spiegato il comandante.

Nel periodo esaminato le Fiamme Gialle hanno effettuato circa 450 interventi, denunciando 70 persone, sette delle quali arrestate, e sequestrando beni per oltre 7 milioni di euro.

Droga, sequestrati oltre 300 chili di stupefacenti

Importanti risultati sono arrivati anche dalla lotta al traffico di droga.

«Abbiamo intensificato il controllo del territorio seguendo le indicazioni della Prefettura. Questo ci ha consentito di intercettare carichi importanti e di sviluppare ulteriori indagini per ricostruire l’intera filiera dello spaccio, dall’approvvigionamento alla vendita al dettaglio».

L’azione si è concentrata soprattutto sulle storiche direttrici dei traffici illeciti che attraversano l’Irpinia, in particolare nell’area di Ariano Irpino.

«L’intensificazione dei controlli lungo queste direttrici ci ha dato ragione perché abbiamo intercettato alcuni carichi sui quali ci saranno ulteriori sviluppi investigativi».

Nel complesso sono stati sequestrati oltre 300 chilogrammi di sostanze stupefacenti, prevalentemente cocaina e marijuana.

Un impegno “a tutto campo”

Dal 1° gennaio 2025 al 31 maggio 2026 la Guardia di Finanza di Avellino ha eseguito oltre 3.500 interventi e circa 900 indagini per contrastare reati economico-finanziari, infiltrazioni criminali nell’economia, traffici illeciti, frodi ai danni dello Stato e fenomeni di criminalità organizzata.

Numeri che saranno celebrati domani nel corso della cerimonia per il 252° anniversario della fondazione del Corpo alla presenza delle autorità civili, religiose e militari della provincia.

«Un trend più che positivo – conclude il colonnello Erre – che testimonia l’impegno quotidiano delle donne e degli uomini della Guardia di Finanza al servizio del territorio irpino».