«Chi non firma mani ruvide e connessione lenta». Valentina Nappi inaugura così il pomeriggio di raccolta firme organizzato ad Avellino insieme ai Radicali per chiedere l’abolizione della “tassa etica”. La celebre attrice hard, originaria di Pompei, ha fatto tappa a piazza Libertà attirando l’attenzione di curiosi, sostenitori e fan. Tra selfie e momenti di confronto, in tanti si sono avvicinati al banchetto promosso dai Radicali, contribuendo al successo dell’iniziativa con numerose sottoscrizioni. Al fianco di Valentina i rappresentanti irpini del movimento radicale, Bruno Gambardella e Alfonso Maria Gallo, impegnati nella campagna nazionale contro l’addizionale del 25% applicata al settore dei contenuti per adulti.
«Che cos’è la tassa etica? – spiega l’attrice – È sostanzialmente una multa per tutti coloro che rappresentano il sesso in maniera esplicita nell’arte. Hanno iniziato a chiederla a noi, ma la legge parla di pornografia in generale, intendendo anche fumetti, film con scene non necessariamente pornografiche, teatro e letteratura. Ma si applica persino all’oroscopo e ai contenuti che incitano la violenza. Poi bisognerebbe capire cosa significhi davvero tutto questo».
Secondo Nappi, il provvedimento rappresenta un precedente pericoloso. «Questa cosa è estremamente pericolosa perché lo Stato può decidere da un giorno all’altro di chiedere il 25% di tasse in più. Stiamo parlando di Irpef e Ires, non di un’Iva aggiuntiva. Di conseguenza si alzeranno anche i costi, ma non stiamo parlando del prodotto finale: stiamo parlando del reddito delle persone e i cittadini devono pagare le tasse in base a ciò che guadagnano e non in base al lavoro che fanno. Una norma del genere è anticostituzionale e può creare un precedente che domani potrebbe essere utilizzato per colpire altri settori».
Inevitabile anche una domanda sul suo possibile futuro in politica. Una prospettiva che, almeno per il momento, Valentina esclude con decisione. «Io in Parlamento? No, non aspiro a una carriera politica. Ma sarò sempre in piazza come attivista per portare avanti quelle che considero battaglie giuste».

