Gerardo Santoli, Sindaco di Santo Stefano del Sole e già consigliere provinciale, in vista del rinnovo dei vertici di Palazzo Caracciolo dichiara: «Ma quale centrodestra o campolargo? Il prossimo presidente della provincia lo sceglieranno i sindaci e i consiglieri dei paesi irpini».
Per il primo cittadino di Santo Stefano del Sole, “la Provincia deve smettere di essere un terreno di scontro tra apparati per tornare a essere la “Casa dei Comuni”.
L’attacco di Santoli alle “logiche di partito”: «Il prossimo inquilino di Palazzo Caracciolo sarà il sindaco d’Irpinia e il presidente di tutti, lontano dalle appartenenze che tanti danni hanno fatto al nostro territorio».
Oltre alla polemica politica, Santoli propone una visione di sviluppo economico e identitario. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare la provincia in un soggetto capace di parlare con forza in Campania e in Italia:
-Territorialità: Una presidenza che rappresenti ogni singolo comune, dal più piccolo al più grande.
-Capacità e Carisma: La necessità di una guida che non si limiti alla gestione ordinaria, ma che sappia promuovere l’Irpinia come un brand d’eccellenza.
-Protagonismo: Uscire dall’ombra delle altre province campane per recitare un ruolo di primo piano nelle politiche di sviluppo nazionale.
Secondo Santoli, “la riforma dell’ente provinciale (legge Delrio) pone la responsabilità della scelta nelle mani esclusive dei rappresentanti dei territori. Un’occasione che l’Irpinia non può sprecare lasciandosi imporre nomi decisi nelle segreterie regionali o nazionali”.
L’appello si rivolge direttamente alla “base” degli amministratori che vivono quotidianamente le difficoltà e le potenzialità dei piccoli borghi.
Il progetto politico delineato da Santoli non è solo una rivendicazione di metodo, ma di visione: “Ci vuole un presidente che rappresenti tutto il territorio, una figura carismatica e capace, che porti l’Irpinia a recitare un ruolo da protagonista in Campania e in Italia”.
“Voglio sgombrare ogni dubbio il fatto che sia io a lanciare l’appello vuol dire tirarmi fuori dalla corsa e non ambire a nessuna candidatura, sono solo pronto a dare il mio contributo”. L’appello a una coalizione civica trasversale – agita le acque a Palazzo Caracciolo. Con la sua esperienza in Confimprenditori e il suo radicamento nelle aree interne, Santoli indica ancora una volta una strada per uscire dal caos con il suo “civismo di ritorno” che da sempre caratterizza le dinamiche politiche irpine.

