Alto Calore, Rifondazione Comunista: “Blindare la gestione pubblica dell’acqua”

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Si riporta la nota di Arturo Bonito, Segretario Provinciale Partito della Rifondazione Comunista – Federazione Irpina:

In questi giorni, torna sulla stampa l’allarme per le difficoltà e i ritardi che Alto Calore sta accumulando nella gestione dei debiti e nella realizzazione degli interventi per la mitigazione delle perdite e la risoluzione dell’emergenza idrica.

Un allarme che, guarda caso, arriva proprio nel momento in cui si è appresa la notizia del cambio di indirizzo politico che sembrerebbe aver adottato la Regione Campania, con la sospensione della gara di affidamento della grande adduzione ad una società mista.
Di fronte a questo scenario, come Partito della Rifondazione Comunista – Federazione Irpina, intendiamo lanciare un monito chiaro ai sindaci e agli amministratori locali. È il momento di assumersi le proprie responsabilità e blindare una volta per tutte la gestione pubblica dell’acqua. Quella a cui stiamo assistendo è la ennesima campagna per sabotare la stabilità di Alto Calore, alimentando un clima di sfiducia che giova solo a chi vorrebbe privatizzare il servizio o svendere il nostro patrimonio idrico.
La sospensione della gara regionale è un segnale importante, ma non basta. Dobbiamo approfittare di questa finestra politica per compiere un atto di coraggio e lungimiranza.
La strada è già tracciata e non ammette tentennamenti. I Sindaci, attraverso il Distretto Irpino, chiedano all’Ente Idrico Campano l’affidamento in house trentennale della gestione. Contestualmente, si approvi subito il Piano Economico Finanziario per il medesimo arco temporale, così come dettagliatamente previsto dal Piano d’Ambito Irpino adottato nel 2023. Solo un affidamento lungo e stabile può garantire le risorse e la programmazione necessaria per risolvere le criticità strutturali. Un Piano trentennale consentirebbe di avere la certezza dei costi, dei ricavi e dei finanziamenti necessari per mettere in sicurezza la gestione pubblica. Solo così potremo finalmente programmare la sostituzione dell’intera rete idrica ormai obsoleta, che è il vero dramma che causa sprechi e disagi ai cittadini.
Non cadete nella trappola di chi vuole indebolire Alto Calore per giustificare l’ingresso dei privati. L’acqua è un bene comune e deve rimanere pubblica. Abbiamo gli strumenti per farlo: usiamoli, prima che sia troppo tardi.