Esodati, Melchionna(Cisl): “Si chiarisca questa grande confusione”

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Non è ancora ancora terminata la confusione generata dalla polemica tra Inps e Ministro Fornero rispetto al numero reale degli ‘esodati’ presenti nel nostro Paese. Tra i 65.000 esodati conteggiati dalla Fornero e i quasi 400.000, (390.200) individuati dall’Inps c’è un divario enorme. Il Segretario Generale della Cisl Irpina Mario Melchionna parla di mancanza di rispetto e di beffa ai danni dei tantissimi lavoratori interessati dal decreto. “I conteggi del Governo sono fermi al 4 Dicembre 2011 ma, occorre prendere in considerazione tutti gli aventi diritto. Bisogna trovare una soluzione! In particolare, il Governo ha l’obbligo di reperire le risorse finanziarie utili all’intera copertura previdenziale per tutti gli esodati. Tutti coloro che hanno fatto un accordo per l’uscita dal lavoro ora sono a rischio di restare senza occupazione e senza pensione per l’aumento dell’età pensionabile prevista dalla nuova riforma. Le platee che fanno lievitare il numero degli esodati sono quelle della prosecuzione volontaria (133.000 persone autorizzate ai versamenti volontari nati dopo il 1946 e con un ultimo versamento contributivo antecedente il 6 dicembre 2011) e i cosiddetti «cessati», ovvero quelli che sono usciti dal lavoro per dimissioni, licenziamento o altre cause tra il 2009 e il 2011 che hanno più di 53 anni e che non si sono rioccupati (180.000 secondo l’Inps). Per queste due categorie il decreto del Governo prevedeva rispettivamente 10.250 e 6.890 salvaguardati. Il Governo infatti sottolinea nel decreto in via di emanazione che potranno andare in pensione con le vecchie regole per queste due categorie solo coloro che maturano la decorrenza della pensione entro 24 mesi dall’entrata in vigore del Salva Italia (6 dicembre 2011) e quindi di fatto che, considerata la finestra mobile, maturano i requisiti entro maggio 2012 se autonomi e entro novembre 2012 se dipendenti. La platea cresce a dismisura se si guarda anche a colo che li maturano nei mesi successivi ma che comunque sono usciti dal lavoro facendo i loro conti sulla base delle regole pensionistiche precedenti. Ma platee più consistenti, non ci sono solo per cessati e prosecutori volontari ma anche per la mobilità (45.000 persone tra mobilità ordinaria e quella lunga a fronte dei 29.050 salvaguardati dal decreto), per i fondi di solidarietà (26.200 a fronte dei 17.710 previsti dal decreto) e beneficiari del congedo straordinario per l’assistenza ai figli gravemente disabili (3.330 a fronte dei 150 previsti dal decreto in via di emanazione). In Provincia di Avellino registriamo purtroppo un numero consistente di lavoratori che non risultano beneficiari di tale provvedimento ( IRISBUS, EX- ISOCHIMICA, lavoratori in CIG). A tal proposito, auspichiamo una presa di posizione e soprattutto un serio impegno da parte della politica a tutti i livelli, in vista anche dell’incontro con il leader nazionale del Pd, l’On.le Bersani che, potrebbe farsi carico anche delle istanze dei lavoratori IRISBUS, portando così ad una reale risoluzione della vertenza e cercando di dare, se possibile, quella speranza oramai persa, ai tantissimi lavoratori e alle loro famiglie”.

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