Dai carri allegorici alle zeze, dalle tammurriate ai canti popolari, fino alle tarantelle e alle tradizionali mascarate: il Carnevale in Irpinia è un mosaico di riti folkloristici e tradizioni ancestrali che, ancora oggi, trovano piena e libera espressione nelle comunità locali. Una celebrazione che unisce memoria, identità e partecipazione collettiva.
Origini antiche di una festa senza tempo
Ben prima di entrare nel calendario cristiano, il Carnevale affondava le sue radici nei grandi riti pagani del mondo greco‑romano: dalle Dionisie greche ai Saturnali romani. Erano celebrazioni segnate da mascheramenti, eccessi rituali e un temporaneo sovvertimento dell’ordine sociale, considerato necessario per rinnovare la comunità, allontanare l’inverno e propiziare la fertilità della terra. Un principio sintetizzato nella cosiddetta “sovranità dell’infrazione”: per un breve periodo, le regole venivano sospese, permettendo alla collettività di rigenerarsi. Con l’avvento del Cristianesimo, la tradizione si intrecciò con la liturgia. Il termine “Carnevale” deriva da carnem levare, l’ultimo pasto ricco prima dell’astinenza quaresimale. Da qui la natura di “festa mobile”, che si conclude con il Martedì Grasso, vigilia del Mercoledì delle Ceneri.
Dal Medioevo alla modernità: la maschera come libertà
Tra Medioevo e Rinascimento, il Carnevale assunse un ruolo sociale sempre più marcato. La maschera divenne strumento di libertà e anonimato, capace di sospendere per qualche giorno le distinzioni di classe e permettere a tutti di partecipare a un grande gioco collettivo fatto di satira, eccessi controllati e rovesciamento delle regole quotidiane.
Da questa tradizione derivano molte pratiche ancora oggi diffuse: coriandoli, costumi grotteschi, parodie del potere e rituali comunitari.
Il Carnevale di Venezia del XV secolo rimane uno dei modelli più influenti, contribuendo a plasmare l’immaginario della commedia dell’arte. Indossare una maschera significava mettere da parte la propria identità e vivere un’esperienza di appartenenza condivisa: un sentimento che continua a caratterizzare anche le celebrazioni irpine, dove il Carnevale resta un momento di forte coesione culturale e memoria collettiva.
Eventi e tradizioni irpine
Fatta eccezione per Bellizzi, che per il 2026 ha dovuto rinunciare alla storica Zeza a causa dei recenti lutti che hanno colpito la famiglia Iannaccone – da sempre cuore pulsante della rappresentazione – il territorio irpino si prepara a vivere giorni intensi di festa, musica e tradizione.
Di seguito il calendario degli appuntamenti:
A Frigento, il 10 e l’11 febbraio, a partire dalle 15:30, si terrà “Tutti in maschera”, un laboratorio creativo dedicato ai bambini dai 5 ai 10 anni.
A Mercogliano, dal 12 al 17 febbraio, sono previsti l’incontro della Zeza con gli alunni delle scuole, un convegno enogastronomico e diverse parate della Zeza tra Capocastello, Torelli e Avellino.
A Solofra, il 13 febbraio alle 18:00, si svolgerà il Gran Raduno dei Carri Allegorici.
A Baiano, dal 15 al 17 febbraio, la festa prevede maschere, musica, carri allegorici, balli, la rappresentazione de “I mesi” e l’immancabile Zeza.
A Castelvetere, il 15 e il 22 febbraio, torna il “Carnevale Storico d’Italia” con sfilate di carri e gruppi mascherati, intrattenimento per bambini, il Testamento di Carnevale Morto e l’estrazione della lotteria del Carnevale.
A Savignano Irpino, il 13 febbraio vi sarà il “Carnevale di Oz”, pensato per i più piccoli mentre il 15 febbraio cortei e sfilata dei carri e mascherata, con street food e artisti di strada.
A Montemarano, dal 13 al 17 febbraio, si terrà il Carnevale delle Culture, con stage di tarantella montemaranese, sfilate dei bambini e dei tradizionali cortesi mascherati.
A Montoro, il 17 e il 22 febbraio alle 15:00, sono in programma la Festa di Carnevale, la Morte del Carnevale e la Recita della Zeza.
A Paternopoli, dal 14 al 22 febbraio, si svolgerà “L’Autentico Carnevale Irpino”, tra DJ set, Carnival House e sfilate.
A Serino, il 15 e il 17 febbraio dalle 14:00, tornano “A’ Mascarata Serinese” e “Carnuale Muorto”.
Il 15 febbraio, alle 15:30, la Zeza Itinerante farà tappa nei comuni di Petruro Irpino, Torrioni e Chianche.
A Monteforte Irpino, il 15 e il 17 febbraio, sono previste la sfilata ad Avellino e i canti tradizionali della Zeza.
A Ospedaletto d’Alpinolo, nelle stesse date, si terranno la sfilata ad Avellino e il Funerale del Carnevale.
A Cesinali, il 17 febbraio, si svolgerà il grande raduno della Zeza, con accoglienza per i più piccoli tramite animazione con mascotte, un grande Zezone finale e, a seguire, la Sagra degli Gnocchi e Cotechino al Sugo con spettacolo di Vinyl Giampy.
A Capriglia Irpina, dal 14 al 17 febbraio, l’associazione culturale Onlus “La Zeza di Capriglia Irpina” porterà in scena il tradizionale spettacolo a San Michele di Serino, Avellino, Grottolella, Montefredane e nel comune di appartenenza.
Infine, a Sant’Andrea di Conza il 21 febbraio avrà luogo lo “Spogliamento”, il rito di chiusura del Carnevale che intreccia fuoco, maschere, musica e comunità
Per ulteriori informazioni si rimanda alle pagine ufficiali dei singoli eventi.
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