Un pomeriggio da pole position, Rosso Irpinia “fa il pieno” al Carcere Borbonico

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Un’approfondita lectio, cadenzata da razionale tecnica e emozionale passione, quella di “Rosso Irpinia – Passione Endurance”, che ha allietato il pomeriggio di tanti appassionati, curiosi, addetti ai lavori e non, ieri 31 gennaio, presso una gremita Sala “Ciriaco De Mita” del Complesso Monumentale del Carcere Borbonico di Avellino.

L’evento, organizzato da Scuderia Irpinia Northwest Jolly insieme ad AV Automobilismo Irpino e Ruote Bianche, trova nelle personalità di Francesco de Beaumont e Salvatore Tarantino gli ideatori e principali promotori: un format volto a valorizzare lo storico di una terra, l’Irpinia, che ha ospitato il Circuito di Avellino Principe di Piemonte e, nell’ambito del quale, ha potuto vantare l’epica vittoria, quella del ’32, di uno dei più grandi piloti della storia dell’automobilismo, Tazio Nuvolari, a bordo di un iconico gioiello, quello dell’Alfa Romeo 8C 2300. Gioiello che, l’anno successivo e con lo stesso pilota, avrebbe conquistato la terza di quattro vittorie consecutive alle 24 Ore di Le Mans, in Francia.

“#irpiniaterradimotori”, lo slogan distintivo dell’iniziativa che, a ben vedere, costituisce il fil rouge tra la nascita di “Rosso Irpinia – Passione Endurance”, i più contemporanei Rally d’Irpinia e gli albori del “circuito verde”…a partire dal 1926 quando ebbe luogo, lungo il Corso Vittorio Emanuele II di Avellino, la gara automobilistica sul chilometro lanciato.

Sul palco, un panel di ospiti di altissimo profilo, a partire da Antonello Coletta, Team Principal Ferrari nel Mondiale Endurance, che ha ripercorso la straordinaria parabola del progetto 499P, la vettura che ha riportato Maranello ai vertici delle gare di durata ed esposta nello spazio antistante il Carcere Borbonico.

Destinatario del Premio Circuito di Avellino – Principe di Piemonte, ha ripercorso la genesi del progetto Hypercar: dall’avvio nel 2020 all’esordio a Sebring nel 2023, fino ai tre trionfi consecutivi alla 24 Ore di Le Mans e alla conquista del titolo Costruttori WEC 2025 a Maranello dopo cinquantatrè anni, il manager romano ha evidenziato le minuzie di un percorso costruito con metodo e viscerale ambizione.

«Il dovere della Ferrari è puntare sempre alla vittoria», ha spiegato sottolineando come il progetto quinquennale abbia superato ogni aspettativa. «Credo nei piloti italiani. I talenti ci sono e, se messi nelle condizioni giuste, vincono. Il nostro progetto lo dimostra».

La dimostrazione lampante? Il tarantino Antonio Giovinazzi, pilota ufficiale Ferrari, campione del mondo endurance e vincitore a Le Mans. Il pugliese, in collegamento live, ha condiviso emozioni, pressioni e responsabilità di chi porta in pista i colori del Cavallino: «Guidare per Ferrari è un privilegio che senti in ogni metro percorso».

Ad animare l’evento gli interventi del “cinque volte Re di Le Mans” Emanuele Pirro, tra i big dell’Endurance mondiale e oggi Presidente della Commissione Monoposto FIA. Con lucidità e ironia ha raccontato la sua carriera e analizzato l’attuale equilibrio del WEC, oggi ricchissimo di costruttori, in un dialogo con Coletta: «L’equilibrio oggi è sottilissimo», ha osservato l’ex pilota Audi. «Forse bisognerebbe lasciare qualche vittoria anche agli altri».

Coletta ha risposto con ironia: «Siamo egoisti, vorremmo lasciare il meno possibile agli avversari. Ci basterebbe vincere le gare più importanti» riflettendo sull’attuale affollamento della categoria, che porterà a una selezione naturale: «Non saremo sempre undici, dodici o tredici costruttori. Il livello è altissimo e non ci sarà spazio per tutti».

Non di minor appeal, gli interventi degli altri ospiti, voci autorevoli del settore, da Giancarlo Bruno, ingegnere Dallara Scuderia Italia F1, Alfa Romeo, Honda e Seat, editorialista e commentatore TV, il quale ha posto il focus sull’evoluzione delle Sport Prototipo, tra telaio, motori e aerodinamica; Mario Casoni, pilota degli anni ’60 e ’70, ha regalato un emozionante ricordo di Tonino Nicodemi, icona irpina del volante e suo compagno sulla Ferrari 250 LM;  Alessandro Lago, direttore di Quattroruote, ha analizzato gli scenari dell’automotive nella transizione ecologica e non solo; Giovanni Fabozzi, per ANFIA e Adler Group, ha illustrato lo stato dell’arte del progetto Borgo 4.0 a Lioni, dedicato alla sperimentazione della guida autonoma; infine, Lucio Peruggini, campione italiano Super Salita con la Ferrari 488 Challenge Evo, ha spiegato differenze e affinità tra gare di durata e competizioni sprint.

Un dibattito che ha scientemente unito tecnica e passione, passato e futuro.