Verso le regionali – Il centrodestra alla ricerca del Messia per battere De Luca

18 Giugno 2020

Michele De Leo – La fumata continua ad essere nera: non c’è il candidato del centrodestra alla poltrona di Governatore della Campania. Le discussioni ed i contrasti interni alla coalizione proseguono e si fatica a trovare un nome che possa essere gradito a tutti. Il leader della Lega Matteo Salvini non solo continua a bocciare l’ex Presidente della Regione Stefano Caldoro, ma avrebbe respinto pure l’ipotesi Antonio Martusciello. L’ex commissario dell’Agcom sarebbe reo di aver votato a favore della multa – da un milione e mezzo di euro – che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha comminato al Tg2 – espressione proprio della Lega – per aver violato il pluralismo in campagna elettorale. Tramontana – anche se non mancano ulteriori pressioni – la possibilità di candidare il magistrato Catello Maresca – oltre alla Lega sarebbe assai gradito all’ex Ministro Mara Carfagna – si cerca un nome che possa garantire l’unità e la compattezza della coalizione. Solo in questo modo, infatti, il centrodestra può provare a giocarsi, fino in fondo, la partita contro l’uscente Vincenzo De Luca. L’ex sindaco di Salerno appare, però, comunque in vantaggio. In attesa che i partiti del centrodestra tirino fuori il coniglio dal cilindro – non sarebbe da escludere alcuna ipotesi, dall’investitura di Caldoro alla presentazione di più di un candidato – sembra cominciata una gara a chi la spara più grossa: dopo Cosimo Sibilia è il turno di Alessandro Sansoni, consigliere nazionale dell’ordine dei giornalisti, e Francesco Pionati, segretario nazionale di Alleanza di Centro che, in piena emergenza Covid, si è dilettato a redigere una nota al giorno contro il Governatore della Campania De Luca. Salvini, dal canto suo, starebbe provando a convincere un nuovo imprenditore  – stavolta del comparto tessile – per presentare agli elettori un candidato della società civile, mentre un rimescolamento degli accordi di coalizione potrebbe favorire l’investitura di Edmondo Cirielli di Fratelli D’Italia. “Per rivedere gli accordi – ha tuonato, però, Ignazio La Russa in un’intervista ad Affari Italiani – occorre il placet di tutti”. Intanto, la mancata investitura dello sfidante di De Luca tiene impantanata la coalizione a livello nazionale. L’ok degli alleati a Caldoro – nome sul quale continuano ad insistere i vertici di Forza Italia, dal leader Silvio Berlusconi ad Antonio Tajani – favorirebbe, a catena, le investiture di Raffaele Fitto in Puglia, Francesco Acquaroli nelle Marche e Susanna Ceccardi in Toscana. Non dovrebbero essere in alcun modo in discussione, invece, le candidature di Luca Zaia per il Veneto e Giovanni Toti per la Liguria.