Zecchino, Gambacorta, Iannaccone e Di Cecilia con Italia di Mezzo

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Napoli – Un nuovo soggetto politico che si inserisce a pieno titolo nella grande famiglia del popolarismo europeo. Marco Follini battezza così la nascita di Italia di Mezzo, movimento centrista “fuori dalle logiche della Casa delle Libertà ma in netta divergenza con la politica del centrosinistra”. Nel giorno dell’ufficializzazione, l’ex segretario nazionale dell’Udc, nella gremita sala conferenze della Mostra d’Oltremare di Napoli (si contano oltre 1500 persone), ha illustrato i principi, e nello stesso tempo gli obiettivi, del nuovo indirizzo. Indicando come strada maestra il recupero dei valori essenziali del partito in cui è nato e si è formato, provando ad andare oltre. “L’idea di centro, su cui vuole lavorare l’Italia di Mezzo è chiara: un partito con una sua identità, che sia fuori dalla religione del bipolarismo e lontano da molti dei suoi più zelanti sacerdoti”. Al suo fianco il segretario regionale dell’Udc, Arturo Iannaccone, il consigliere provinciale di Avellino Franco Di Cecilia, il sindaco di Ariano Irpino Domenico Gambacorta, l’europarlamentare di Forza Italia Riccardo Ventre, l’ex responsabile Enti locali dell’Udc, Stefano Graziano, gli ex Ministri Vincenzo Scotti e Ortensio Zecchino.Tra gli altri, presenti anche Salvatore Di Domenico sindaco di Teora, Raffaele Colucci, Sandro Feola, i consiglieri comunali di Ariano, Castagnozzi,Caso, Ciccarelli, l’ass.Mainiero, Luparella, e gli “amici” di sempre di Zecchino, Giovanni Coppola e Flavio Petruccione. Ed è proprio intorno a questi ultimi due nomi che ruota il nuovo pianeta dell’ “Italia di Mezzo”. Entrambi ex Dc, entrambi ex ministri, entrambi esponenti di alto rilievo della vecchia classe politica campana. “Entrambi – come ha dichiarato Follini – mortificati dall’incapacità di imprimere un contributo ideale alle componenti del centrodestra con cui hanno provato a dialogare negli ultimi anni. Orfani di un ruolo attivo nelle istituzioni, orfani di un partito in cui riconoscersi, i due vecchi della politica targata Dc, hanno tracciato i confini ideali della nuova formazione politica di fronte alla folta platea di Napoli”. “Disfare i Poli e rifare i partiti” è la sintesi della lunga relazione di Follini che rimarca “l’incapacità del bipolarismo di tracciare una vera strategia per il Paese”. In compenso “ha dato vita a due grandi monumenti della confusione. Due poli così sono un problema per se stessi. Non riescono a fare la loro parte. In cinque anni il centrodestra non ha liberalizzato niente o quasi. In cinque mesi il centro sinistra non ha ancora riformato niente. E non ha l’aria di farlo nei prossimi”. Unanime nei giudizi la delegazione filofolliniana irpina. “Un incontro positivo – ha spiegato Franco Di Cecilia – sia in termini numerici che politici. La presenza autorevole di Zecchino e Scotti ha dimostrato la qualità e la valenza politica della Prima Repubblica. L’interesse dell’on. Ventre nei confronti di un discorso comune che faccia capo alle ideologie centriste, rappresenta una risposta importante per il nuovo soggetto. Follini si è tirato fuori dalla Cdl. Da questa Cdl. Troppo personalistica: non ci sono leader dei partiti, ma proprietari. Nello stesso tempo ha ribadito la ferma opposizione a Prodi e al centrosinistra. L’Italia di mezzo – continua Di Cecilia – vuole essere un riferimento per i moderati. L’obiettivo è quello di abbattere il bipolarismo elettorale, che serve, cioè, solo ad intascare voti. Manca invece la cultura del governo”. Insomma il nuovo movimento firmato Follini intende far prevalere logica e politica. Quelle democratiche. Con un’ambizione: contrastare “l’allegra moltiplicazione di egoismi, corporativismi e localismi” e puntare, invece, a “ritrovare il senso dell’insieme”. (di Marianna Morante)

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