Welfare: GC, seggi aperti anche domani per le consultazioni precarie

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Avellino – “Se valgono i voti dei sindacati, perchè non contate anche i nostri?” Così Francesco Pennella, coordinatore provinciale dei Giovani Comunisti/e, sulle votazioni refendarie per le quali domani anche i GC chiuderanno i relativi seggi della consultazione precaria. “Che avrebbe vinto il sì – prosegue – lo sapevano tutti. Era scritto nella storia del sindacato e pure sopra le urne, d’altronde quando una campagna è a senso unico, viene difficile pensare a stravolgimenti dell’ultimo minuto. Eppure, come titolava un giornale, c’è chi dice no. Infatti se nelle grandi aziende, come Mirafiori, Piaggio e Ansaldo, e persino alll’FMA di Pratola e all’Irisbus di Flumeri, il no prevale sui si, un motivo ci sarà e guai a pensare che la partita sulla precarietà sia chiusa”. Nel mirino tra l’altro le accuse da più parti mosse alla Fiom, sulle quali esprime forte dissenso: “Si è rifiutata semplicemente di sottoscrivere un accordo che penalizza le lavoratrici e i lavoratori, soprattutto quelli precari e precarie, i disoccupati, i migranti e le migranti, gli studenti e tutti i nuovi lavoratori della conoscenza, della cultura, dello spettacolo, ma anche tutto il mondo della parasubordinazione che è completamente escluso dalle misure previste dall’accordo”. Questi i motivi per i quali anche domani i giovani Comunisti/e resteranno in strada per raccogliere le opinioni “dei cittadini a cui non è stata data la possibilità di esprimersi in merito, legittimando – sottolinea – un accordo senza chiedere nulla a chi ne è più coinvolto. I voti andrebbero letti e non solo contati”.
Pennella interviene, infine, anche sulla questione formazione scolastica, annunciando una movimentazione di massa degli studenti che partirà, per la Campania, venerdì mattina da Piazza Garibaldi a Napoli. “Fioroni verrà pubblicamente bocciato. Da Milano a Palermo gli studenti scenderanno in decine e decine di piazze per contestare la riforma del Ministro. L’Obiettivo – avverte – è dare una risposta immediata al decreto sugli esami di riparazione, ma anche alla linea di totale negazione del confronto e del dibattito che Fioroni ha scelto sul ruolo della scuola e della conoscenza”. E in questo senso giunge la stoccata: “In quest’autunno forse sarà costretto a venire a discuterne nelle assemblee delle scuole occupate”.

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