Voto – Mastella avvisa Caldoro: “Udeur decisivo per la vittoria”

0
112

Avellino – Un partito da sé che si fa da sé: così Clemente Mastella – questo pomeriggio in città – ha voluto definire il suo Udeur in occasione della presentazione dei cinque candidati irpini per la corsa a Palazzo Santa Lucia. Un incontro con la stampa, tenuto presso il quartier generale del Campanile di via Circumvallazione, nel quale l’ex Guardasigilli ha affrontato i temi caldi della politica e di quella che ha battezzato come “la battaglia campale” del rinnovo del consiglio regionale. “Dal crocevia del 28 e 29 marzo – ha detto – ci aspettiamo l’inizio di un nuovo ciclo, un rinnovato scenario politico che travalichi il sempre meno convincente bipolarismo, e a maggior ragione fallimentare bipartitismo all’italiana, e che prendendo le mosse proprio dal responso delle urne in Campania si estenda poi a modello per il resto del paese”. Lucida la critica di Mastella alla politica dei due bastioni, con accuse sia al Pd e alle sue contraddizioni – “Chi ha fondato il partito (Rutelli, ndr) è stato poi tra i primi ad abbandonare la barca” – sia al Pdl – “Perde consensi perché non è più quello di qualche tempo fa” – che ai recenti fatti di Roma: “Se ci fossimo schierati col Pdl alla Regione Lazio oggi non avremmo potuto votarci, e invece, insperatamente, rappresentiamo una lista sicuramente più credibile della ‘polverosa’ civica che appoggia la Polverini”. Forza dell’Udeur, in questo senso, di cui il leader di Ceppaloni è assolutamente certo anche nella nostra regione: “Sono convinto che arriveremo terzi, e che in questa provincia supereremo senz’altro il già incoraggiante dato elettorale delle scorse provinciali. Il Campanile, insieme a De Mita come tale, non l’Udc – ha precisato – sono i due unici elementi di novità in questo centrodestra e saranno i fattori decisivi per la vittoria di Caldoro”. Soddisfazione anche sull’approntamento di liste autonome a sostegno del candidato di centrodestra: “Dopo il Pdl e l’Udc, noi siamo gli unici ad esserci riusciti, gli altri appaiono piuttosto un fritto misto”. E ancora la nuova legge elettorale regionale, che privilegia i territori meno popolosi delle aree interne, che premia il dato percentuale di voti piuttosto che quello numerico, e che, evidentemente, fornisce maggiori possibilità di successo ad un piccolo partito come l’Udeur in zone, ad esempio, come quelle dell’Irpinia e del Sannio. “C’è il serio rischio, e a noi non può fare che piacere, di portare consiglieri del Campanile a Palazzo Santa Lucia – ha ammesso – Basti pensare all’esempio di Palazzo Caracciolo – ha aggiunto – che prima dello scorso voto per noi sembrava essere un piccolo deserto e che invece dopo le urne ci ha restituito un consigliere (Generoso Frusciante, presente in sala, ndr)”.
Di tutt’altro tenore, invece, le parole riservate a Vincenzo De Luca, bollato come “modesto, guascone, e un po’ fascista, con la presunzione di poter risolvere i problemi da solo, in barba all’evidenza di una realtà che è tutt’altra cosa”.
Insomma un Mastella arrembante e determinato, che ha mostrato grande fiducia e che ha lanciato la volata ai suoi uomini, senza alcun accenno alle vicende giudiziarie che tengono lontana dalla Campania la moglie Sandra Lonardo.
A spezzare una lancia per la presidente uscente del consiglio regionale ci hanno pensato i candidati irpini, Rocco Manzo, Claudio Sacco – che ha rivendicato con orgoglio la prima candidatura espressa dal territorio di Venticano in 50 anni di vita dell’ente Regione – ed il capolista Gianfranco Iacobelli, che ha puntato l’indice anche contro la giunta Sibilia, “che non credeva in noi – ha detto – per poi accordarsi con l’Udeur all’indomani delle elezioni, estromettendoci però dal governo territoriale. Una controversia non ancora risolta – ha assicurato – ma che verrà affrontata subito dopo le regionali”. Solidarietà implicita alla Mastella anche da parte delle donne del Campanile, Antonella Grasso e Tiziana Bello, che nel loro intervento hanno rispettivamente affrontato i temi dei giovani delle donne e del lavoro, e della cristianità, della famiglia e delle fasce deboli. Infine il segretario campano del partito, Giulio Di Donato, che si è espresso su Caldoro parlando di “un uomo equilibrato che mi auguro voglia avviare una gestione collegiale di Palazzo Santa Lucia”. Un aspetto non secondario, quest’ultimo, e che insieme al responso delle urne rappresenterà senza dubbio la chiave di lettura essenziale del buon esito della rinnovata scommessa politica dell’Udeur. (di Eddy Tarantino)

VEDI PHOTOGALLERY NELLA SEZIONE MULTIMEDIA

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here