Avellino – Un partito da sé che si fa da sé: così Clemente Mastella – questo pomeriggio in città – ha voluto definire il suo Udeur in occasione della presentazione dei cinque candidati irpini per la corsa a Palazzo Santa Lucia. Un incontro con la stampa, tenuto presso il quartier generale del Campanile di via Circumvallazione, nel quale l’ex Guardasigilli ha affrontato i temi caldi della politica e di quella che ha battezzato come “la battaglia campale” del rinnovo del consiglio regionale. “Dal crocevia del 28 e 29 marzo – ha detto – ci aspettiamo l’inizio di un nuovo ciclo, un rinnovato scenario politico che travalichi il sempre meno convincente bipolarismo, e a maggior ragione fallimentare bipartitismo all’italiana, e che prendendo le mosse proprio dal responso delle urne in Campania si estenda poi a modello per il resto del paese”. Lucida la critica di Mastella alla politica dei due bastioni, con accuse sia al Pd e alle sue contraddizioni – “Chi ha fondato il partito (Rutelli, ndr) è stato poi tra i primi ad abbandonare la barca” – sia al Pdl – “Perde consensi perché non è più quello di qualche tempo fa” – che ai recenti fatti di Roma: “Se ci fossimo schierati col Pdl alla Regione Lazio oggi non avremmo potuto votarci, e invece, insperatamente, rappresentiamo una lista sicuramente più credibile della ‘polverosa’ civica che appoggia la Polverini”. Forza dell’Udeur, in questo senso, di cui il leader di Ceppaloni è assolutamente certo anche nella nostra regione: “Sono convinto che arriveremo terzi, e che in questa provincia supereremo senz’altro il già incoraggiante dato elettorale delle scorse provinciali. Il Campanile, insieme a De Mita come tale, non l’Udc – ha precisato – sono i due unici elementi di novità in questo centrodestra e saranno i fattori decisivi per la vittoria di Caldoro”. Soddisfazione anche sull’approntamento di liste autonome a sostegno del candidato di centrodestra: “Dopo il Pdl e l’Udc, noi siamo gli unici ad esserci riusciti, gli altri appaiono piuttosto un fritto misto”. E ancora la nuova legge elettorale regionale, che privilegia i territori meno popolosi delle aree interne, che premia il dato percentuale di voti piuttosto che quello numerico, e che, evidentemente, fornisce maggiori possibilità di successo ad un piccolo partito come l’Udeur in zone, ad esempio, come quelle dell’Irpinia e del Sannio. “C’è il serio rischio, e a noi non può fare che piacere, di portare consiglieri del Campanile a Palazzo Santa Lucia – ha ammesso – Basti pensare all’esempio di Palazzo Caracciolo – ha aggiunto – che prima dello scorso voto per noi sembrava essere un piccolo deserto e che invece dopo le urne ci ha restituito un consigliere (Generoso Frusciante, presente in sala, ndr)”.
Di tutt’altro tenore, invece, le parole riservate a Vincenzo De Luca, bollato come “modesto, guascone, e un po’ fascista, con la presunzione di poter risolvere i problemi da solo, in barba all’evidenza di una realtà che è tutt’altra cosa”.
Insomma un Mastella arrembante e determinato, che ha mostrato grande fiducia e che ha lanciato la volata ai suoi uomini, senza alcun accenno alle vicende giudiziarie che tengono lontana dalla Campania la moglie Sandra Lonardo.
A spezzare una lancia per la presidente uscente del consiglio regionale ci hanno pensato i candidati irpini, Rocco Manzo, Claudio Sacco – che ha rivendicato con orgoglio la prima candidatura espressa dal territorio di Venticano in 50 anni di vita dell’ente Regione – ed il capolista Gianfranco Iacobelli, che ha puntato l’indice anche contro la giunta Sibilia, “che non credeva in noi – ha detto – per poi accordarsi con l’Udeur all’indomani delle elezioni, estromettendoci però dal governo territoriale. Una controversia non ancora risolta – ha assicurato – ma che verrà affrontata subito dopo le regionali”. Solidarietà implicita alla Mastella anche da parte delle donne del Campanile, Antonella Grasso e Tiziana Bello, che nel loro intervento hanno rispettivamente affrontato i temi dei giovani delle donne e del lavoro, e della cristianità, della famiglia e delle fasce deboli. Infine il segretario campano del partito, Giulio Di Donato, che si è espresso su Caldoro parlando di “un uomo equilibrato che mi auguro voglia avviare una gestione collegiale di Palazzo Santa Lucia”. Un aspetto non secondario, quest’ultimo, e che insieme al responso delle urne rappresenterà senza dubbio la chiave di lettura essenziale del buon esito della rinnovata scommessa politica dell’Udeur. (di Eddy Tarantino)
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