Voto di scambio a Torre del Greco, quattordici arresti

0
6
Un momento dei preparativi nei seggi elettorali di Napoli per le elezioni del sindaco oggi 14 maggio 2011. L'insediamento dei circa 13 mila seggi elettorali, avvenuto nel pomeriggio, è stato l'ultimo tassello del complesso puzzle organizzativo che darà il via a una tornata amministrativa caratterizzata da una forte valenza politica a livello nazionale. Del resto, in tempo di federalismo, in ballo c'é la guida di 1.315 comuni (30 i capoluoghi di provincia, tra cui Milano, Torino, Bologna e Napoli), e 11 province, vale a dire Mantova, Pavia, Treviso, Ravenna, Lucca, Macerata, Campobasso e Reggio Calabria, Gorizia e Trieste. ANSA/CESARE ABBATE/

Voti per le elezioni amministrative del 2018 in cambio di somme di denaro tra i 20 e i 35 euro: è quanto hanno scoperto i carabinieri della compagnia di Torre del Greco che hanno dato esecuzione a 14 misure cautelari emesse dal gip di Torre Annunziata a carico di altrettanti indagati, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al voto di scambio elettorale, voto di scambio elettorale, attentati contro i diritti politici del cittadino, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio, favoreggiamento, detenzione illegale di armi da sparo comuni e da guerra.

Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, un sodalizio criminale attivo a Torre del Greco, in occasione delle elezioni amministrative del 2018, aveva acquistato voti in cambio di somme tra i 20 e i 35 euro, di generi alimentari o promettendo posti di lavoro previsti da un progetto regionale.

Come fanno sapere i carabinieri, è emersa “la responsabilità di un candidato poi eletto consigliere comunale nell’assunzione a tempo determinato di cinque persone presso la ditta appaltatrice del servizio di nettezza urbana cui era seguita la promessa di assunzione per sempre in cambio del voto loro e dei familiari”. Altro candidato poi eletto consigliere dovrà invece rispondere di favoreggiamento e di rivelazione di segreto di ufficio poiché avrebbe informato di un imminente controllo delle forze dell’ordine alcuni soggetti intenti alla compravendita dei voti davanti a un seggio.