Volturara, assemblea dei sindaci irpini contro crisi castanicoltura

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Volturara – La crisi della castanicoltura ha messo in ginocchio l’economia irpina, in una terra che rappresenta circa il 50 % della produzione nazionale. “Gli effetti negativi del cinipide, con il veloce deperimento delle piante che attacca – spiega Marino Sarno, sindaco di Volturara Irpina – uniti ai cambiamenti climatici, ha portato quest’anno all’azzeramento della produzione di castagne in provincia di Avellino”.

Un danno che provoca gravi ricadute su un sistema produttivo e occupazionale che in Irpinia coinvolge 5mila aziende e che, nella zona di Volturara, dove ogni famiglia è più o meno direttamente coinvolta nella castanicoltura, è quantificabile in circa 6 milioni di euro.

“Dell’area della Piana del Dragone – continua Marino Sarno – dove l’economia della castagna ha valenze anche su un indotto turistico da valorizzare ulteriormente, la castanicoltura è un’attività diffusa, dove le singole famiglie la praticano a livello di sostentamento. Quindi questa crisi ha effetti più devastanti, perché, oltre a cancellare un prodotto simbolo delle nostre zone ed a mortificare ogni politica di sviluppo, sociale, produttiva, turistica e ambientale, priva i cittadini di Volturara e di tanti altri centri irpini di uno dei mezzi principali di sopravvivenza”.

Eppure, nonostante la legge regionale della Campania n. 13 del 21 maggio 2012, che ha riconosciuto l’alto valore economico della coltura del castagno e l’attività della Commissione regionale Agricoltura, che ha considerato l’infezione da imenottero cinipide galligeno un’emergenza sotto il profilo economico fitosanitario ed ambientale, sollecitando risorse e azioni per favorire e potenziare la difesa del castagno, poco o nulla al momento è stato fatto per il sostegno del comparto produttivo e alle comunità locali.

“Mi sembra assurdo – aggiunge il sindaco di Volturara Irpina – che di fronte ad una situazione così drammatica, che sta totalmente cancellando un prodotto forte, simbolo del territorio, privandolo della sua più autentica ricchezza e forma di sostentamento, le comunità locali siano abbandonate al loro triste destino. Questa stato di cose, che rischia di ripercuotersi in modo grave sull’occupazione e su tutto il sistema economico provinciale, già duramente provato dalla crisi finanziaria internazionale, mi spinge ad organizzare un’assemblea, a Volturara, di tutti i primi cittadini irpini, per mettere a punto una lettera aperta da indirizzare al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, al ministro dell’Agricoltura, ai presidenti delle relative commissioni parlamentari, al presidente della Regione Campania e della provincia di Avellino, con i rispettivi assessori all’Agricoltura e presidenti delle relative commissioni consiliari, ai segretari provinciali, regionali e nazionali di settore, ai responsabili provinciali, regionali e nazionali delle associazioni di categoria, al presidente dell’Unione industriali di Avellino e di Confindustria Campania, al presidente della Camera di commercio di Avellino e di Unioncamere Campania, nonché a tutti deputati, senatori e parlamentari europei eletti nei nostri collegi, per denunciare la gravità di questa crisi ed i suoi devastanti effetti, nonché chiedere con urgenza misure compensative e a sostegno della nostra economia e delle nostre comunità locali”.

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