MONTEFORTE IRPINO- Due dei tre indagati per omicidio colposo finiscono a processo, un terzo invece patteggia la condanna ad un anno e nove mesi di reclusione per l’ infortunio mortale del trentacinquenne Isidoro Di Lorenzo, il magazziniere di Contrada volato giù da un’ altezza di tre metri e mezzo e deceduto per la caduta all’ interno dell’ azienda specializzata per la commercializzazione all’ ingrosso di prodotti farmaceutici, parafarmaceutici, estetici, detersivi a Monteforte Irpino. Questa la decisione del Gup del Tribunale di Avellino Mauro Tringali al termine delle discussioni svolte questa mattina dalle parti. Il sostituto procuratore Francesco Santosuosso ha chiesto il processo per i due imputati che non hanno scelto di patteggiare la condanna.
IL FATTO
Isidoro Di Lorenzo era precipitato al suolo il 14 febbraio 2024 dalle forche del transpallet sul quale era salito insieme al pacco appena prelevato delle dimensioni, dopo aver concordato con il collega (indagato ndr) che manovrava il carrello elevatore clettrico – Transpallet di recuperare il prodotto da spedire dalla parte alta degli scaffali presenti nel deposito, salendo sulle forche delle elevatore posizionandosı in piedi sulle stesse e facendosi sollevare fino all’altezza del pacco da prelevare il pacco che si trovava ad un’altezza di quattro metri. Il decesso di Di Lorenzo Isidoro era intervenuto, come ha stabilito l’esame autoptico: per effetto di gravissimo trauma cranico fratturativo da precipitazione.
LE ACCUSE
Omicidio colposo e violazione del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro. Queste le accuse contestate ai tre indagati. C.P, 65 anni, amministratore unico dell’azienda con sede a Monteforte, difeso dall’avvocato Edoardo Volino, perché avrebbe omesso di valutare nel documento valutazione del rischio la fase di prelievo dei pacchi dalle scaffalatura dove è alloggiata la merce, omettendo di fornire ai lavoratori che utilizzano carrelli elevatori manuali ed elettrici una adeguata informazione, formazione ed addestramento come definita dal Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro e nell’ambito degli obblighi per effetto dei quali i datore di lavoro provvede, affinché per ogni attrezzatura di lavoro messa disposizione, i lavoratori incaricati delluso dispongano di ogni necessaria informazione ed istruzione e ricevano una formazione ed addestramento adeguati, rapporto alla sicurezza relativamente alle condizioni di impiego.
C.R, 32 anni, napoletano, preposto aziendale della stessa impresa, difeso dall’avvocato Edoardo Volino, accusato anche di una violazione al Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro in quanto preposto aziendale, avrebbe omesso di vigilare sui lavoratori coinvolti nell’infortunio ed in particolare sullo svolgimento non corretto della lavorazione di prelievo della merce dalla scaffalatura, utilizzando il transpallet elettrico in maniera non conforme alle disposizioni aziendali e a quanto impartito dal datore di lavoro. Ha patteggiato una condanna ad un anno e nove mesi D.G.C, 34 anni, avellinese, difeso dall’avvocato Giuseppe Nardiello, anche lui magazziniere, accusato di aver utilizzato impropriamente un transpallet elettrico presente nel deposito, essendo comunque persone formate ai sensi dell’art. 37 Digs 81 08, mettendo a rischio la loro incolumità e quella delle persone presenti all’interno delle corsie di lavorazione. I familiari del magazziniere rimasto vittima dell’incidente sul lavoro si sono costituiti parte civile e sono difesi dall’avvocato Marino Capone e Silvio Piantanida.

