
Lo studio che l’Osservatorio Turistico Regionale del CTA – Centro Turistico Acli – svolge, annualmente, sul flusso turistico in Campania, confrontando indicatori turistici ed indagini sul campo, evidenzia, per il 2013, un ottimo andamento del comparto extra alberghiero, con un aumento del 5 % rispetto alla passata stagione. Tuttavia, nonostante i buoni risultati ottenuti anche dalle strutture di lusso, i giorni di permanenza risultano ridotti, soprattutto nelle strutture medie. I dati, inoltre, se confrontati con quelli del 2012, indicano una flessione del numero delle presenze: le prenotazioni del mese di Luglio hanno registrato un calo del 40 % rispetto alle aspettative, contro il tutto esaurito del mese di Agosto. La clientela non solo straniera, ma anche italiana, sembra preferire la permanenza nei B&B, nelle case vacanze e negli agriturismi, con picchi massimi di frequenza nella penisola sorrentina e sulla costiera amalfitana. Ottime anche le presenze a Capri e Procida, buone ad Ischia. La media di permanenza nella città di Napoli ha registrato una flessione dell’ 1%, rispetto al 2012, mentre Salerno mantiene stabile il proprio 60%. Una leggera flessione è stata riscontrata anche nelle città di Caserta e Benevento mentre, rispetto all’andamento basso registrato fino ad oggi nelle aree interne, le permanenze in Irpinia hanno avuto un lieve aumento. Nel Cilento, la richiesta degli affitti dei vacanzieri si è ridotta da mensile a settimanale. Tuttavia, per intervenire sull’andamento a singhiozzo del turismo campano – spiega Pino Vitale, Presidente Regionale del CTA – è necessario rivolgere un appello alla Regione affinché individui una strategia politica volta migliorare la qualità dei servizi dell’accoglienza, delle infrastrutture e dei trasporti. Tutto questo alla luce del lieve incremento registrato nel settore turistico nazionale, che potrebbe rappresentare il “punto di frenata” della crisi, anche per la Campania.