Villani (Cgil): “Manovra classista, a pagare sono i più bisognosi”

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“I comuni sono il punto di riferimento primario per i soggetti più deboli, sono il luogo in cui si forma e sta assieme una comunità”. Così Giovanni Villani, della Cgil Valle Ufita: “Ridurre loro le risorse, costringendoli quindi a ridimensionare i servizi alla cittadinanza, peraltro già deboli ed insufficienti specie nei comuni della nostra aria, come gli asili nido o l’assistenza agli anziani, e un atto sbagliato e odioso. È da furbetti fantasiosi scaricare i costi della manovra in capo al sistema delle autonomie locali. Questo vuol dire caricare interamente sugli enti territoriali il costo dei servizi per la collettività, del trasporto pubblico locale, delle infrastrutture, del diritto allo studio. A questo punto l’alternativa è una: o si introducono nuovi balzelli locali per garantire le medesime qualità e quantità delle prestazioni fin qui assicurate che sommate alle già cifre pesanti per la spazzatura e quanto altro diventano insostenibili per i cittadini, oppure si va verso pesanti diminuzioni dei servizi che sono già minimi. In ogni caso a pagare sono sempre i cittadini, in particolare i più bisognosi. A livello nazionale la protesta dei sindaci è stata forte e si è fatta sentire, mentre i nostri sindaci in tutte altre faccende affaccendati ( vedi nomine in enti e comitati di gestione, o in attesa di riposizionamenti strategici), non si sono fatti sentire per niente, facendo passare in secondo ordine i bisogni dei cittadini. Eppure, nei nostri comuni i colpi della mannaia governativa si risentiranno ancora più amplificati , e la cassa di risonanza che è già molto fragile rimbomberà in tutte le sue articolazioni. L’obiettivo di questa manovra è attaccare tutto ciò che è pubblico: un’azione distruttiva condotta attraverso un preoccupante populismo, ossia denunciando alcuni effettivi malesseri della società italiana, come il cattivo funzionamento della macchina statale o la questione dei falsi invalidi,per colpire indiscriminatamente e creare un clima di conflitto tra pubblico e privato. E’ un manovra classista, punitiva verso i soggetti più deboli della società, verso chi economicamente non è in grado di sopportare sacrifici e lo dimostra il fatto che dentro non c’è alcuna vera lotta all’evasione fiscale ne lo spostamento della tassazione verso le rendite, come invece accade negli altri paesi europei. La Cgil sarà al fianco dei sindaci e delle popolazioni che si mobiliteranno e si organizzeranno per chiedere di cambiare in maniera decisa i contenuti di questa manovra”.

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