Videosorveglianza potenziata: giusto o no? La parola alla politica

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Avellino città sicura o no? E’ l’interrogativo che si ripropone ogni qual volta la quotidianità viene scossa dai fatti della cronaca. Secondo i dati forniti a dicembre dal Sole24ore sarebbero sette le posizioni perse dall’Irpinia nella speciale graduatoria dell’ordine pubblico, ma tutto sommato il 28esimo posto in classifica, su 103 province complessive, restituirebbe una certa tranquillità al territorio. Sui furti d’auto, a voler scendere nel dettaglio, i maggiori problemi (65esima), mentre si aggira intorno alle prime trenta posizioni la collocazione in fatto di furti in abitazione e microcriminalità. Come interpretare questi risultati? Può consolare il fatto che ci siano tante province che stanno peggio di noi o il problema sicurezza in quanto priorità della collettività resta di fondamentale importanza? In buona sostanza: il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Domande alle quali non sembrerebbe esserci una risposta univoca, almeno stando al parere di due contrapposti esponenti politici cittadini, Carmine Montanile di An e Costantino D’Argenio del Prc. A stimolare la questione legalità, l’annuncio dato dal Questore De Iesu in queste ore su un nuovo progetto di videosorveglianza che, finanziato con fondi comunitari e approvato dal Ministero dell’Interno, porterebbe in città nuovi dispositivi preposti al controllo del territorio. 160 le telecamere che complessivamente dovrebbero essere installate nei punti nevralgici della città, a partire dalle vie d’accesso stradali e autostradali, passando per le periferie, fino ad arrivare alle ‘zone calde’ come Piazza Libertà o via De Concilis. Un piano di monitoraggio che si affiancherebbe a quello già avviato nel 2005 dal Comune di Avellino e che, stando agli intenti, dovrebbe dare una bella sferzata agli abusi ed illegalità di ogni tipo. Ne è convinto Carmine Montanile: “La videosorveglianza è fondamentale per contrastare il preoccupante fenomeno della microcriminalità – afferma – ma per l’efficienza dello strumento non basta semplicemente dislocare telecamere”. Riferimento chiaro, quello del presidente della Commissione Bilancio al Comune, all’esperienza pregressa del congegno da parte dell’amministrazione cittadina. “Si è trattato di un vero e proprio fallimento – commenta – che ha ulteriormente testimoniato la grave carenza di idee e di organizzazione. Fare un investimento economico di questa portata per poi sciupare tutto con una gestione inadeguata – sottolinea – ha portato solo all’ennesimo spreco di denaro pubblico per le casse comunali già ad allarmante corto di fondi”. Sì al potenziamento della videosorveglianza quindi per Montanile, ma con una più efficace ed efficiente strutturazione rispetto al passato. “Sopravvalutata”, invece, per Costantino D’Argenio, l’esigenza sicurezza in città. Spiega: “Non credo che fenomeni come ad esempio quello della microcriminalità siano così allarmanti da giustificare una spesa così ingente e una misura che ha sempre il rischio di essere troppo invasiva per la privacy della comunità. Piuttosto credo che ad Avellino ci sia un problema di scarsa educazione civica da rimuovere. Questioni come il mancato rispetto della circolazione a targhe alterne, il parcheggio selvaggio che di notte non risparmia nemmeno il pedonalizzato corso Vittorio Emanuele, o i parchimetri ignorati – aggiunge – sono la riprova del fatto che si tratti più di un problema culturale, al quale si potrebbe far fronte irrobustendo la presenza su strada delle forze dell’ordine”. Pareri discordanti, quelli espressi, che non aiutano a dissipare i dubbi, ma che al contrario probabilmente li accentuano, nonostante una certezza condivisa: la rilevanza della legalità e dell’ordine pubblico. Intanto tra assensi e dissensi più o meno espliciti, il nuovo piano di monitoraggio dovrebbe avviare a breve il suo iter progettuale. Probabilmente per la fine dell’anno, se non ci saranno intoppi, potrebbe essere già attivo. (di Eddy Tarantino)

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