Calcio – Massimo Rastelli è tornato a parlare. Dopo dieci giorni in trincea, il tecnico biancoverde è uscito nuovamente allo scoperto. Comprensibile il silenzio post Trapani, un po’ meno quello in cui l’allenatore di Torre del Greco si è chiuso a Modena. Ma già ieri, alla ripresa degli allenamenti, erano giunti i primi segnali di schiarita con la riapertura dei cancelli del “Partenio-Lombardi” ai tifosi. Ora che rabbia e delusione sono smaltite, in mezzo alla doppia seduta odierna Rastelli ha suonato la carica in vista degli ultimi decisivi 180 minuti della stagione. Tanti gli argomenti sul piatto davanti alla triade composta da Walter e Massimiliano Taccone ed Enzo De Vito, spettatori d’eccezione della conferenza stampa: dal silenzio per i torti arbitrali al futuro personale, passando per la volata play-off.
Il momento. “Ora non siamo più artefici del nostro destino. Nel calcio ha ragione chi fa gol. Giochiamo ma non facciamo gol. Lo subiamo per un errore o una svista e poi diamo l’impressione di una squadra arrendevole. A Modena abbiamo fatto la partita sin dai primi minuti. Non siamo stati arrendevoli. È stata una partita equilibrata, se avessimo pareggiato con Soncin o Galabinov avremmo parlato di una grande reazione da parte nostra. Togni e Ladriere? Rifarei queste scelte al di là di quello che è il risultato del campo. Entrambi avevano giocato bene contro lo Spezia. Ho preferito D’Angelo, invece, perché era più fresco di Arini”.
Le ragione del silenzio. “Il mio silenzio di questi dieci giorni è dovuto a quello che era successo con il Trapani. Solo ieri ho trovato un po’ di serenità. Ho preferito non parlare per evitare deferimenti o squalifiche. C’è grande delusione perché ci mancano almeno quattro punti. Il nostro dovere ora è arrivare a quota 62. Dobbiamo avere rispetto per la Reggina che sta mettendo in difficoltà tutte le squadre che sta incontrando. Non hanno assilli di classifica, però attenta punti in più rispetto a loro vorranno dire qualcosa. Sarà difficile, non pensiamo di avere vita facile dopo pochi minuti. Vincere anche allo scadere sarebbe importante. Vogliamo a tutti i costi i play-off”.
Rumors di mercato. “Ho un contratto fino al 2016. Sarà la società a valutare il mio operato. Il Chievo Verona? Non so nulla – mentre fa il proprio ingresso in sala stampa il patron Walter Taccone, seguito dal figlio Massimiliano e a ruota dal diesse De Vito – In questi cinque anni ho ottenuto i risultati che le società mi hanno chiesto. È normale che ci sia attenzione nei miei confronti, però al momento sono solo voci. Se il Chievo mi vuole deve andare a trattare con il presidente. Ad oggi comunque non sono stato contattato da nessuno”.
Grana nazionali. “Galabinov e Decarli arriveranno sabato. Bittante invece sarà disponibile già domani mattina. Per i primi due andrà valutato anche il minutaggio che hanno avuto in Nazionale”.
Il test di Agropoli. “L’entusiasmo che ci sarà anche domani ad Agropoli non può che farci piacere. Era da tempo in programma questa amichevole, che mi permette di vedere all’opera chi ha giocato meno, mentre alla società consente di portare in giro però la Campania una squadra che sta ottenendo degli ottimi risultati”. (Claudio De Vito)
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