Avellino – Stamane in Prefettura si è tenuto un incontro per esaminare nello specifico le problematiche dei Comuni di Flumeri e Venticano, nell’ambito dell’attività di monitoraggio e controllo svolta dalla prefettura con i Comuni dove ricadono le strutture temporanee di accoglienza dei migranti.
L’iniziativa rientra nel ciclo di appuntamenti finalizzati a mettere a fuoco accorgimenti migliorativi del sistema di accoglienza e di integrazione dei cittadini stranieri richiedenti asilo. Il Prefetto Sessa ha rassicurato riguardo all’inesistenza di epidemie e posto l’accento sull’operazione di screening sanitaria da parte dell’Asl e sulla presenza settimanale di medici presso le strutture, denotando che nessun episodio di delinquenza è stato finora registrato.
Ha partecipato all’incontro il sindaco di Flumeri, Angelo Antonio Lanza, il quale ritiene che i principali problemi dei 52 migranti presenti sul territorio hanno riguardato l’integrazione con la comunità. “La comunità di Flumeri – spiega il primo cittadino – ha risposto bene accogliendo tutti e cercando sin da subito di inserire queste persone all’interno di iniziative sociali e nelle squadre di calcio. Per quanto riguarda l’assenza di controlli dal punto di vista sanitario è una non verità: i controlli sono effettuati regolarmente ed i medici dell’Asl si interfacciano con me perché io ho necessità di conoscere le condizioni igienico-sanitarie sul territorio. E’ chiaro che i migranti arrivano da Paesi che non vivono condizioni ottimali. Ci sono stati dei piccoli problemi che sono stati risolti con le cure del caso ed il monitoraggio è sistematico e continuo”.
Si è parlato anche di incentivare la formazione per aiutare l’inserimento dei profughi: “E’ una buona idea – commenta Lanza – però bisogna capire quanto tempo stazioneranno sul territorio per predisporre un inserimento nel mondo del lavoro. Nella passata emergenza nel 2012 molte unità venivano spostate in altre strutture dopo poco tempo. E’ importante porre l’accento sulla formazione ma solo se ci sono certezze sulla durata della permanenza”. E sulle critiche della Cgil riguardo alla situazione delle strutture non in linea con le convenzione: “Smentisco quanto affermato dal sindacato ed invito i cronisti a verificare quali sono le condizioni dei centri. La Cgil si è basata su piccoli episodi causati da alcuni migranti che hanno imparato subito il “sistema all’italiana” mettendosi nella situazione di creare qualcosa per un loro utile”.
Al tavolo era presente il segretario organizzativo della Fillea Cgil, Antonio Famiglietti , il quale dichiara polemicamente che “i sindaci non hanno cognizione di causa delle condizioni in cui versano i migranti nei centri”, in relazione alle smentite del rapporto del sindacato sulla situazione nelle varie strutture, e che “i controlli di routine dell’Asl e l’assistenza sanitaria sono insufficienti”. “Per quanto riguarda l’incontro di oggi – afferma – sono soddisfatto della discussione. Voglio sottolineare l’impegno minuzioso del Prefetto rispetto alle questioni ed infatti la prossima volta faremo una riunione con tutti i soggetti che possono integrarsi con il pubblico: i Comuni a cui chiediamo sostegno e collaborazione e le Associazioni di volontariato in provincia. L’idea è di ottimizzare al meglio il lavoro da svolgere”.
“Noi come sindacato – continua Famiglietti – abbiamo visitato tutti i centri e relazionato in base alle condizioni carenti dal punto di vista strutturale. Nelle stanze dormono otto profughi; ci sono carenze di servizi igienici e l’utilizzo di queste persone a lavorare nei campi senza garanzie e assicurazioni. Come Cgil noi diciamo che tutte le condizioni di legalità devono essere rispettate e che bisogna attrezzare un percorso di solidarietà con questi Comuni insieme al resto dei Comuni della provincia. Questo fenomeno durerà a lungo, non possiamo farci trovare impreparati. Ai cittadini irpini va spiegato bene che questi profughi non prendono un euro dai Comuni, che fuggono dalle guerre e dalle difficoltà, che bisogna dare una grande risposta di accoglienza”
Il sindaco di Venticano Luigi De Nisco evidenzia un’emergenza mai finita sul territorio in quanto già negli anni scorsi sono stati ospitati molti extracomunitari inviati dalla Prefettura. “Abbiamo chiesto al Prefetto Sessa – afferma De Nisco – di tenere conto che Venticano ha una popolazione di 2600 abitanti e che attualmente abbiamo 82 “ospiti”. Credo che non ci sia più la disponibilità a poter riceverne altri. Non ho avuto segnalazioni di incidenti, c’è stata una coesione con loro anche grazie alle Associazioni locali di volontariato che hanno incentivato una convivenza adeguata. Naturalmente ho constatato una certa diffidenza per quanto riguarda le problematiche sanitarie. Le preoccupazioni della gente riguardano questo nuovo tipo di malattia infettiva, l’ebola, che ha varcato i confini europei. L’Asl sta lavorando bene, le visite sono costanti. Quello che ho chiesto oggi è solo di avere un report sulle condizioni attuali degli immigrati perché finora non ho ricevuto nessuna comunicazione a riguardo. Dal punto di vista sanitario sono assistiti bene, l’Asl sta anche procedendo per assegnare un medico locale”.
Vertice rinviato quindi per nuove verifiche sullo stato di accoglienza e per un aggiornamento sui progetti per integrare le unità presenti sul territorio irpino. (Pasquale Manganiello)
(di seguito le video interviste al Prefetto Sessa e a Famiglietti della Cgil)
(Interviste ai sindaci De Nisco e Lanza)
