VIDEO/Dal Corriere della Sera: l’Isochimica che avvelena Avellino

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“La bomba di amianto che sta avvelenando Avellino”. Così il Corriere della Sera.it titola il video servizio dedicato all’Ex Isochimica.
Si tratta di un breve reportage che ripercorre la storia della fabbrica dei veleni. Una storia che comincia nel 1990 quando chiude l’azienda a cui era stata affidata la scoibentazione di 2500 carrozze delle Ferrovie dello Stato. L’amianto veniva sotterrato in profondità dagli operai che lavoravano senza protezioni, a volte a mani nude e che oggi si stanno ammalando. “Siamo stati assunti tutti giovanissimi – spiega Carlo Sessa, ex operaio dell’Isochimica – lavoravamo in condizioni disumane: l’amianto veniva estratto senza nemmeno bagnarlo e l’unica precauzione era un fazzoletto davanti alla bocca. Evidentemente hanno deciso che la nostra vita valeva poco e anche quella delle nuove generazioni visto che il veleno è ancora qui. Abbiamo deciso di ribellarci e siamo stati anche minacciati con telefonate anonime perché stiamo toccando interessi grossi: in ballo c’era la vendita di questa enorme area e poi anche la bonifica che richiede investimenti enormi”.
A distanza di anni quello stabilimento è ancora lì con i suoi cubi di amianto, i silos che gli operai dicono essere piani di amianto, marci arrugginiti e deteriorati. I capannoni sono aperti e con le coperture semidistrutte. Casse, vetri rotti, bidoni, erbaccia e spine. Con il calar del sole in controluce si vedono nell’aria degli strani riflessi azzurrini. A pochi metri un campetto di calcio dove i bambini giocano, si allenano e respirano quell’aria avvelenata.
Borgo Ferrovia è da anni nella morsa del veleno tra la non curanza delle Istituzioni, che più volte hanno utilizzato l’ Isochimica come slogan durante le campagne elettorali, ma poi mai sono riuscite a mettere un punto su questa triste vicenda.
L’indagine avviata dal capo della procura di Avellino Rosario Cantelmo e dal pm Elia Taddeo è finora sfociata in un sequestro d’urgenza dello stabilimento perché le fibre di amianto si liberano nell’aria e possono causare mesoteliomi pleurici o peritonali, o un cancro al polmone. In questi anni già nove operai sono morti, 140 combattono contro tumori e tanta gente che vive nei dintorni dello stabilimento si sta ammalando. Nel provvedimento si legge che: “Gli indagati per raggiungere i loro scopi, (industriali, commerciali o per i pubblici amministratori, volti ad evitare i costi della bonifica), hanno agito nella piena consapevolezza degli enormi danni che sarebbero stati arrecati nell’ambiente e alla salute delle persone”. L’Isochimica è ormai da anni un caso nazionale, ma come è stato possibile tutto questo?

Guarda il reportage del Corriere della Sera

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