A cinque anni dal suo completamento, Villa Amendola apre finalmente le porte alla città. Sarà infatti inaugurato venerdì 10 gennaio, alle 11.00 il Museo Civico di Avellino.
L’antica dimora nobiliare ospiterà presso le proprie stanze un percorso espositivo che mira a restituire agli avellinesi la memoria storica del capoluogo. “Si tratta soltanto di un’anteprima del Museo Civico – spiega l’assessore Nunzio Cignarella – perché il processo è ancora in itinere, dobbiamo infatti finire di rispondere ad alcuni standard di legge che ci consentiranno di adeguarci a tutte le normative previste”.
Il Museo Civico, è soltanto il primo tassello di un progetto molto più ampio che vede la struttura borghese protagonista di un processo culturale che potrà disporre di un finanziamento regionale di circa 80mila euro. “Una volta stanziati i fondi regionali potremo passare al passo successivo allestendo il Museo vero e proprio e dotandolo di una sala multimediale. E’ inoltre nostra intenzione spostare l’archivio storico del Comune al secondo piano per rendere la villa un polo culturale conforme e coerente col progetto iniziale con il quale fu restaurata”.
Per quanto riguarda il giardino di Villa Amendola Cignarella conta sulla possibilità di un autofinanziamento: “Al momento il parco non è fruibile perché dobbiamo assicurarci che non siano presenti elementi di pericolosità. Da profano posso dire che i giardini sono in buono stato anche se in un momento successivo si porrà il problema della manutenzione, per questo potremo pensare di destinare i terrazzi per dei servizi fotografici, o degli eventi”.
Intanto da lunedì 13 gennaio dalle 10.00 alle 13.00, sarà possibile visitare il primo piano della dimora borghese dove in una superficie di circa 400 mq, in cinque ampi saloni, comunicanti tra loro, è stato allestito un percorso espositivo nel quale hanno trovato permanente sistemazione cimeli che ricostruiscono e raccontano la storia della città di Avellino dalla sua elevazione a Capoluogo di Provincia, con decreto del re di Napoli Giuseppe Bonaparte l’8 agosto 1806, sino ai giorni nostri. L’intero percorso, suddiviso in cinque sezioni, inizia con la sala d’ingresso del Museo, contrassegnata dal n.1, nella quale il visitatore troverà sistemata una raccolta di incisioni, tutte ispirate a scorci e monumenti della città di Avellino. Nella Sala n.2 sono state collocate invece le testimonianze riferite all’elevazione, l’8 agosto 1806, della città a Capoluogo di Provincia, e le altre che raccontano i Moti Costituzionali del luglio 1820, che da Avellino, grazie agli ufficiali Michele Morelli e Giuseppe Silvati, e al Colonnello Lorenzo De Concilj, segnarono l’alba del Risorgimento d’Italia. Il percorso espositivo prosegue con la Sala n.3, dedicata all’esposizione di reperti e testimonianze riferite alla città di Avellino nel periodo unitario e post unitario. La Sala n.4, invece, è stata destinata all’esposizione della preziosa quadreria dell’Amministrazione Comunale, attraverso la quale è possibile ricostruire le tappe salienti per una Storia dell’Arte ad Avellino e in Irpinia tra ‘800 e ‘900. La Quinta ed ultima Sala del “Museo Civico” di Avellino, allestito a Villa Amendola, racconta al visitatore, invece, attraverso una ricca esposizione iconografica e documentaria, fatti e accadimenti della storia civile, culturale, morale e politica della città nel ‘900.
Completano, ed impreziosiscono ulteriormente, infine, l’allestimento delle sale, mobili e suppellettili risalenti al XIX e agli inizi del XX secolo, alcuni dei quali già patrimonio dell’Amministrazione Comunale, e un tempo arredi di Palazzo de Peruta, antica sede del Comune di Avellino, altri, invece, pervenuti all’Amministrazione comunale grazie alla recente donazione della prof.ssa Laura Giovannitti.
L’ allestimento delle sale di Villa Amendola è stato ideato e curato dallo Storico dell’Arte Alberto Iandoli, e la sistemazione delle testimonianze di “Storia Patria” in esse contenute, hanno preso forma anche grazie al contributo scientifico della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Salerno e Avellino.
Guarda l’intervista all’assessore Nunzio Cignarella
