VIDEO / Regionali, ecco Caldoro: “Ma De Mita per De Luca non era la feccia della vecchia politica?”

21 Luglio 2020

Alfredo Picariello – “Conta la vita reale, non contano i sondaggi”. Stefano Caldoro, candidato alla presidenza della Regione Campania con la coalizione di centro-destra, non sembra per nulla spaventato dalle rilevazioni pre-elettorali che lo danno perdente nei confronti dell’attuale presidente Vincenzo De Luca. Anzi, appare molto rinvigorito, forte anche delle presenza di tutti i partiti che lo accompagneranno in questa campagna elettorale che, di fatto, oggi parte anche in Irpinia, con la conferenza stampa di presentazione all’hotel de La Ville.

Con Caldoro, infatti, ci sono proprio tutti oggi. I senatori Pepe e Grassi per la Lega gli siedono accanto. Al tavolo, poi, c’è Franco Di Cecilia di Forza Italia, Marenghi di Fratelli d’Italia ed esponenti della corrente garganiana.

In sala i candidati di FI, ovvero Castiglione, Ruggiero, Aufiero e D’Ercole. Ci sono anche Franco D’Ercole, Costantino Preziosi, Monica Spiezia, Ugo Maggio, Carmine De Angelis, Generoso Cusano e tanti altri.

Prima della conferenza stampa ad Avellino, Caldoro ha fatto tappa in provincia. “Ho visto due realizzazioni dell’accelerazione della spesa con la quale sono stati finanziati i comuni irpini sotto la mia presidenza. Ho visto la variante di 8 km di Grottaminarda e poi un insiediamento produttivo di Sturno dove ora ci sono 20 persone che lavorano. Poi, sempre sulla strada, ho visto quello che quest’amministrazione regionale ha promesso e non ha realizzato. Dalla Variante, infatti, basta affacciarsi e si vede la Lioni-Grottaminarda che è ancora un cantiere. Questa è la differenza tra noi e loro che per la provincia di Avellino non hanno fatto nulla”.

Caldoro “sfida” anche i giornalisti: “Mi dite almeno una cosa che vi ricordate di quest’amministrazione regionale per l’Irpinia e non solo?”. Invece, dovremmo ricordare di lui: “Innanzitutto l’accelerazione della spesa”. E ancora: “Il mio grande impegno per le aree interne. Ho difeso a spada tratta, contro tutto e tutti, facendo arrivare subito i soldi, la sperimentazione di un grande progetto sulle aree interne in Alta Irpinia. Le aree interne di questa provincia – sottolinea – hanno alle spalle una grande storia”.

L’ex numero uno di palazzo Santa Lucia (nel quinquennio prima di De Luca) ricorda anche di aver recuperato il progetto della stazione Hirpinia dell’Alta Capacità Napoli-Bari, ricorda il “grande progetto” dei corpi idrici a tutela dell’acqua. E, infine, l’equilibrio di bilancio. “Abbiamo messo tutti i conti a posto, prima la Campania era ritenuta Regione “canaglia”. Noi non solo abbiamo messo i conti a posto, ma abbiamo anche fatto importanti investimenti”.

“Per la provincia di Avellino la mia amministrazione ha fatto finanziamenti di circa un miliardo di euro. Loro invece hanno continuato quanto fatto da noi. Hanno solo copiato, sono stati bravi solo a copiare”.

Cusano e Preziosi

“Bocciatura” anche sulla sanità. “La procedura di uscita dal commissariamento è iniziata nel 2014. Quindi, anche in questo caso ci hanno copiato”. Caldoro non risparmia nemmeno il MoVimento 5 Stelle e Valeria Ciarambino che, proprio ad Avellino, lo aveva accusato di essere stato cinque anni in lockdown. “Personalmente non mi sono accorto dell’esistenza dei 5 Stelle. L’unica vera opposizione è stata quella del centro-destra, anche in Irpinia, nei Comuni”.

L’apice Caldoro lo tocca quando si parla di Mastella e De Mita. “Faccio una riflessione: sono loro che dovrebbero interrogarsi, visto che da De Luca sono stati definiti in comizi pubblici e in video, come la feccia della vecchia politica. Sono loro che dovrebbero chiarirci il perché, adesso, stanno con De Luca. Lo dico a loro e a tutti: un po’ di orgoglio irpino contro un cafone di Salerno non guasterebbe”.

Da sinistra: Grassi, Pepe, Caldoro, Di Cecilia e Marenghi

Anche in conferenza stampa, Caldoro non manca di “punzecchiare” De Mita, a proposito dei progetti sull’Alta Irpinia. “In quelle zone ci sono ottimi amministratori, tranne qualche sindaco che pensa più al potere che a governare”.