VIDEO/ Processo Acqualonga: a Napoli terzo rinvio consecutivo

1 Ottobre 2020

Renato Spiniello – Questo processo non s’ha da fare. Il detto manzoniano sembra perfettamente declinabile al processo d’Appello sulla strage di Acqualonga, il drammatico episodio verificatosi ormai 7 anni fa giù da viadotto dell’A16 Napoli-Canosa, nel tratto di Monteforte Irpino, in cui persero la vita 40 pellegrini a bordo di un bus turistico.

Stamane, a quasi un anno da quella che avrebbe dovuto essere la data d’inizio, c’è stato il terzo rinvio consecutivo del dibattimento. La motivazione è da attribuire alla non idoneità dell’Aula della seconda sezione della Corte di Appello di Napoli a ospitare gli avvocati di parte secondo quella che è la normativa anti-Covid. Da qui il rinvio al 2021, esattamente al prossimo 7 gennaio alle ore 12:00.

Nel controllassimo tribunale partenopeo erano presenti i diversi avvocati difensori, tra questi Sergio Pisani e il pool di legali di Autostrade per l’Italia.

In primo grado, ricordiamo, erano stati condannati a 12 anni il proprietario del bus, Gennaro Lametta, a 8 anni la funzionaria della Motorizzazione civile di Napoli, Antonietta Ceriola, e a pene tra i 6 e i 5 anni altri sei tra dipendenti ed ex dipendenti di Aspi, concessionaria competente per la tratta in questione.

Assolti invece sei dirigenti e funzionari della medesima società, tra i quali l’ex amministratore delegato Giovanni Castellucci, dimissionario dal medesimo ruolo anche dal gruppo Atlantia, che ne ha sospeso la maxi buonuscita da 13 milioni di euro.

E’ – in particolare – contro quest’ultima assoluzione che i titolari dell’inchiesta, il Procuratore capo della Repubblica di Avellino Rosario Cantelmo (ora in pensione) e il sostituto Cecilia Annecchini, hanno formalizzato ricorso in Appello. Per i due magistrati, infatti, le barriere insicure di Acqualonga furono frutto di “una chiara e inequivoca scelta operativa con contestuale assunzione di responsabilità” dello stesso manager.

Ora toccherà al sostituto Procuratore Generale di Napoli, Stefania Buda, sostenere l’accusa. Non mancheranno certo i colpi di scena anche in questo secondo round: il primo è già esploso con l’individuazione dell’identità del meccanico che controllò i bulloni della trasmissione del bus pochi giorni prima della tragedia. Finora se ne conosceva soltanto il nome (Pierino).