VIDEO / “Mia moglie positiva, un incubo durato 12 giorni. Appena il virus andrà via organizzerò una grande festa”. Riapre Sapatiello, la storia di Avellino

16 Novembre 2020

Alfredo Picariello – Nel semi-deserto di Corso Vittorio Emanuele nell’Avellino da secondo giorno di zona rossa, una luce in fondo al tunnel. Dopo la quarantena, un periodo di dieci giorni di isolamento fiduciario, oggi ha riaperto i battenti uno dei locali storici del capoluogo irpino. Saracinesche alzate per “Sapatiello Latticini”, tre generazioni di commercianti. Siamo negli anni della seconda guerra mondiale, gli anni ’40. E quella salumeria, definita da tanti – ancora oggi – la “boutique degli alimentari”, era già lì.

In primis, fu nonno Sabatiello, poi il figlio ed oggi il nipote di Sabatiello, ovvero Walter, meglio conosciuto con il soprannome di “Barone”. A 57 anni, è lui saldamente al “comando”. Dei suoi 57 anni, più della metà li ha trascorsi tra il bancone e la cassa dell’accorsato locale. Sempre sorridente, disponibile e pronto alla battuta, quella salumeria è soprattutto un luogo di incontro e di ritrovo, nei periodi normali, ovviamente.

Walter “Sapatiello”

“Sapatiello Latticini” ha dovuto chiudere per dieci giorni, notizia che ha gettato nello sconforto non solo la fitta clientela, ma tutta la città di Avellino. “Per correttezza verso tutti i miei clienti, avendo avuto mia moglie positiva al covid, ho chiuso la salumeria”, ci dice Walter. “Dopo il periodo di isolamento, venerdì scorso io, mia moglie e mia figlia, siamo risultati negativi ai tamponi che abbiamo effettuato”.

“E’ stato un incubo, è stata molto dura dal punto di vista psicologico. Mia moglie per 12 giorni è stata chiusa da sola nella stanza da letto. Appena il virus scomparirà per sempre, l’ho detto a tutti gli amici ma lo dico a tutto gli avellinesi, faremo una grande festa di liberazione”.