VIDEO/ Manzo e Ricci lasciano:”Non abbiamo visto discontinuità”

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Avellino – Le dimissioni di Annamaria Manzo e di Paolo Ricci sono un atto estremo maturato dopo un lungo silenzio. Da mesi infatti i due si erano mostrati titubanti rispetto alla strada intrapresa dall’esecutivo. “Una delle questioni poste al sindaco quando abbiamo accettato l’incarico ricevuto – spiegano – era conoscere lo stato economico-finanziario dell’Ente. Ma quella che è stata messa a punto è una ricognizione che definiamo imbarazzante”. Una ricognizione generale della situazione debitoria del Comune, iniziata a luglio e che a 10 giorni dall’approvazione in Consiglio degli equilibri di bilancio resta ancora incompleta.
Ma la causa principale che ha provocato lo strappo in seno all’esecutivo è la soluzione scelta per far fronte alle difficoltà in cui versano le casse comunali. L’assessore Spagnuolo nella riunione di giunta ha presentato una proposta definita dalla Manzo “pre-dissesto in House”. “La proposta – spiega l’ex assessore alle Risorse Umane – è stata definita debole dalla stessa Spagnuolo. Non si comprendono le ragioni di merito e di metodo per le quali si debba attivare una procedura così atipica, in presenza di una procedura di risanamento prevista dal TUEL”. Il piano proposto da Manzo e Ricci, invece guarda alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale che secondo i due tecnici permette quelle garanzie e quei controlli iniziali e periodici della Corte dei Revisori dei Conti e la definizione di un risanamento adeguato per modalità e tempi, alle evidenti attuali difficoltà strutturali e organizzative in cui versa l’Ente. “Di fronte una proposta non condivisa ne abbiamo fatta un’ altra – dichiara Ricci – che non è stata approvata. Dal momento che siamo dei tecnici e non abbiamo una responsabilità politica, quando il nostro parere su un nodo centrale come le finanze viene bocciato lo reputiamo un atto di non fiducia”.
Gli ex assessori non entrano nel merito specifico della proposta avanzata dalla Spagnuolo, dovrebbe trattarsi di un piano di politiche di natura fiscale, tuttavia sottolineano che in esso “non hanno rinvenuto elementi di novità e di cambiamento rispetto al passato”. (di Rosa Iandiorio)

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