VIDEO/ Festa dalla D’Urso ripristina la sua verità, ma la toppa è peggio del buco

1 Giugno 2020

Della serie quando la toppa è peggio del buco. Era chiaro fin da domenica mattina, ovvero a poche ore dal folle sabato sera di via De Conciliis che ha portato per l’ennesima volta Avellino alla ribalta delle cronache nazionali non di certo per circostanze favorevoli, che il sindaco Gianluca Festa, piuttosto che scusarsi per aver umiliato davanti all’Italia intera la sua città e i suoi cittadini, avrebbe tentato la scalata degli specchi.

Lapalissiani gli esempi del post sulla sua pagina Facebook, in cui asseriva di avere tutto sotto controllo, le interviste rilasciate a media locali e regionali, in cui ha parlato di immagini prive di contesto, e per finire il collegamento in diretta nazionale nel salotto di Barbara D’Urso in prima serata e sull’ammiraglia delle reti Mediaset, in cui ha sbandierato fiero di aver ripristinato la (sua) verità.

A Canale 5 il primo cittadino ha svestito i panni di capobanda per indossare la calzamaglia da supereroe. Inizialmente il mantra è ancora lo stesso: immagini non contestualizzate, poi la chicca: “mi sono imbattuto in quella folla euforica di 300 giovani e sono intervenuto parlando il loro linguaggio”.

Il sindaco ridens (o mister Enjoy che dir si voglia) si è sacrificato per far rispettare l’ordine pubblico invitando la folla su di giri a cantare per tenerla calma. La colpa è dei ragazzi ubriachi insomma, quegli stessi ragazzi con cui ha scattato selfie e intonato cori da stadio e sfottò territoriali e che poche ore dopo non si è posto il problema di buttarli nella bocca del leone pur di avere salva la pelle.

Tutto tranne scusarsi e tentare di ricucire i rapporti pesantemente incrinati (già da tempo per la verità) con istituzioni e politica, quest’ultima che non si è fatta sfuggire l’occasione per chiederne definitivamente la testa. In realtà però, questa volta, il re della movida si troverà di fronte anche il suo popolo, quello stesso popolo che appena un anno fa gli ha concesso, attraverso le urne, di realizzare il suo sogno da bambino