VIDEO E FOTO / Cantelmo 100 giorni dopo. “Irpinia, meglio alzare la voce che fare la fila davanti al potente di turno”

29 Settembre 2020

Alfredo Picariello – Torna, dopo pochi mesi, nella “sua” Irpinia. Che conosce in lungo e in largo, in ogni angolo, in ogni piega, in ogni realtà. Perché, Rosario Cantelmo, per sette anni, non ha fatto il Procuratore capo di Avellino stando semplicemente seduto dietro ad una scrivania. E’ stato un Procuratore in prima linea, al fianco dei cittadini e degli uomini delle forze dell’ordine. Sempre e comunque. Un impegno certosino riconosciuto da tutti. Ed oggi, in onore dei festeggiamenti in onore del santo patrono della Polizia di Stato, il questore di Avellino, Maurizio Terrazzi, lo ha voluto a tutti i costi a Sant’Angelo dei Lombardi.

E lui, ovviamente, ha risposto presente. “Sette anni di lavoro intenso in questa provincia mi fanno dire che porto l’Irpinia nel cuore”, afferma Cantelmo. “Sono molto legato a questo territorio e, quando mi chiameranno, ci sarò sempre”.

Un legame, dunque, forte ed indissolubile tra Cantelmo e l’Irpinia. L’ex procuratore, seppure da lontano, continua ad ossservare questa provincia. “Credo che stiamo attraversando un momento particolare e difficile in tutta Italia, quindi anche in Irpinia è così. In questa provincia arriveranno flussi di denaro interessanti ed ho l’impressione che qualcuno stia già apparecchiando la tavola per sedersi e banchettare”.

Come sempre, è diretto ed efficace Rosario Cantelmo. Non usa giri di parole, come è nel suo stile che gli ha permesso di raggiungere risultati di tutto rispetto in Irpinia. “L’attenzione deve essere molto alta anche in questo territorio. L’ho detto fin dal primo momento che sono arrivato e lo dico anche adesso da osservatore”.

Si parla degli ultimi episodi di stampo camorristico che nell’ultimo mese e mezzo si sono verificati prima ad Avellino e poi a San Martino Valle Caudina. “Sono andato via da qui da nemmeno cento giorni. E già allora c’era un interesse particolare della criminalità per ricreare degli equilibri che ancora non sono determinati in questa provincia. Ma sono certo che la Procura di Napoli ci stia mettendo l’impegno necessario insieme alla Procura di Avellino. E’ indispensabile una loro sinergia, anche perché c’è bisogno di tanto lavoro per raggiungere gli obiettivi”.

La società civile irpina è pronta ad essere resiliente, è pronta a “risvegliarsi”, chiediamo a Cantelmo. “Credo che gli irpini debbano ancora scrollarsi di dosso la loro vecchia caratteristica. Scambiano i loro diritti con i favori dei potenti, pian piano ci stanno riuscendo, però, ad uscire da questa vecchia logica. Fare la fila davanti al potente di turno è scomodo, è meglio alzare la voce e dire questo mi spetta e lo pretendo. Pian piano, questo sta venendo fuori anche in questo territorio”.

Analisi lucida che non fa una grinza. “L’Irpinia sostanzialmente è il territorio più sano rispetto alle altre province della Campania – dice ancora l’ex Procuratore -. Proprio per questo, però, ha bisogno di attenzione continua”.