VIDEO/ Benevento, non si placano le polemiche sul Var: Mastella dice la sua

30 Agosto 2017

Pasquale Manganiello – Non si placano le polemiche sull’utilizzo del Var negli stadi di Serie A. La moviola istantanea, che dovrebbe in qualche modo ammorbidire le polemiche causate da errori negli arbitraggi, non è ben vista da molti all’interno del sistema calcio.

Pochi giorni fa lo stesso capitano della Nazionale Gigi Buffon aveva espresso perplessità.

“Quando riusciranno ad adoperarlo con parsimonia e a calibrarne l’uso, secondo me sarà un ottimo ausilio. In questo momento, sicuramente ci sta che faccia fare meno errori, anche se poi non è così in fondo in fondo. Ma si perdono due cose. La valutazione dell’arbitro e la sensibilità che ha un arbitro nel gestire la gara perché chiaramente ogni contatto in area non significa che sia rigore, come potrebbe essere dalle fredde immagini. Secondo me, la bravura dell’arbitro sta proprio nel valutare quel contatto. Capire se è un contatto veramente lesivo o meno” – ha detto il numero uno della Juventus.

Il caso più emblematico è accaduto a Benevento lo scorso sabato. Un goal annullato in piena zona recupero, rete che avrebbe regalato il primo punto in Serie A alla squadra sannita, dopo minuti di esultanza da parte di uno stadio intero. Un urlo strozzato in gola dall’ormai famigerato gesto dell’arbitro che raffigura uno schermo con le dita. Fuorigioco. Partita finita.

Sulla questione ha detto la sua anche il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, intercettato da Irpinianews a Città Spettacolo:

“Il Var è diventato un problema. Ho visto che anche a Buffon e ad altri non piace molto. Attendere 10 minuti dopo aver esultato, poi vedere il Var ed aspettare, con tanto di moviola personale sul piano emotivo, mi sembra eccessivo. Francamente la moviola emotiva non mi sta bene. Era giusto valutare se il pallone fosse dentro o fuori sulla linea di porta ma la discrezione dell’arbitro dovrebbe rimanere. Se l’arbitro è bravo e serio non è un problema, se l’arbitro non è bravo e non è serio diventa un problema ma allora va mandato a casa l’arbitro.”