VIDEO / Ato rifiuti, tra Giuditta e D’Alessio tensione alle stelle: addio alla “pax” del Partenio

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Solo due settimane fa, erano seduti uno accanto all’altro e promettevano unità per il rilancio e lo sviluppo del Partenio e dell’Irpinia in generale. Oggi, al termine del consiglio generale, Pasquale Giuditta, sindaco di Summonte, perdente nel “derby del Partenio” per la poltrona più alta dell’ente d’ambito, non ha voluto nemmeno stringere la mano al suo “competitor”, al primo cittadino di Mercogliano, nuovo presidente dell’Ato rifiuti di Avellino.

Sembra bruciare, e non poco, la sconfitta a Giuditta, il quale partiva decisamente favorito nella sfida con Vittorio D’Alessio, stando almeno ai numeri. Anzi, il sindaco di Summonte era convinto di essere stato indicato all’unanimità come nuovo presidente. Poi, i dubbi sono arrivati quando i candidati sono saliti addirittura a tre, cosa che sancito la rottura definitiva di quello che sembrava un patto unitario tra Pd e renziani, che aveva portato anche alla presentazione di una solo lista, con 12 consiglieri che sono stati eletti al primo colpo.

Jessica Tomasetta da un lato (indicata dal sindaco di Avellino) e Vittorio D’Alessio dall’altro, hanno mandato all’aria i piani del Pd. Tre candidati, con l’opzione, prevista dallo statuto, che in caso di parità a vincere fosse stato il più giovane. E così è stato. Sei voti a Giuditta, sei al primo cittadino di Mercogliano. L’essere più anziano ha fatto perdere il sindaco di Summonte.

“Questa non è politica, c’è stata un’azione subdola che farà male al futuro dell’Ato”, afferma Giuditta. “C’era un accordo, il mio nome era stato indicato dalla maggioranza, poi qualcuno ha preferito fare in modo diverso. Con sei voti, non si va da nessuna parte, oggi è stato fatto un passo indietro”.

La tensione che si percepiva all’uscita del voto, sembra sia stata ancora più “accesa” nel corso del consiglio. Nonostante la vittoria, infatti, anche D’Alessio sembrava scuro in volto. Il sindaco di Mercogliano è però sicuro di sé e pronto a lavorare nell’interesse della collettività. Il suo obiettivo è uno: “Il mio mandato sarà improntato sulla collegalità, dobbiamo lavorare tutti insieme, nonostante ciò che è successo in consiglio sia scandaloso. Ma dobbiamo remare verso un’unica direzione, Giuditta compreso”.